11 aprile 2017 | 17:59

Via libera dalla commissione di Vigilanza al parere non vincolante sulla concessione Stato-Rai. No dai rappresentati del Centrodestra

Via libera della Commissione di Vigilanza al parere non vincolante sullo schema di concessione decennale tra la Rai e lo Stato. La bicamerale ha approvato il testo con i voti della maggioranza e del Movimento 5 Stelle. Contrario il centrodestra.

“Soddisfazione” per l’approvazione è espressa dal capogruppo Pd e relatore del testo, Vinicio Peluffo, che si appella al governo chiedendo “ora di tenerne conto” nel completare l’atto concessorio. “Sono tante le novità rispetto alla convenzione introdotte nel parere”, ha detto, spiegandone alcuni passaggi: “come il divieto per la tv pubblica di messaggi pubblicitari sul gioco d’azzardo e di ogni forma di promozione pubblicitaria possibile sui canali tematici dei bambini; l’obbligo del bilancio sociale; l’impegno per la valorizzazione di una rappresentazione non stereotipata della figura femminile e per la promozione dell’alfabetizzazione digitale e dell’innovazione tecnologica; il sostegno all’industria nazionale dell’audiovisivo e l’accesso libero e continuo via internet agli archivi storici radiofonici e televisivi che la Rai deve provvedere a digitalizzare. C’è anche una maggiore attenzione al rispetto dei principi di pluralismo, trasparenza e obiettività dell’informazione e dei programmi, per assicurare agli utenti la fondatezza delle notizie”.

La sede della Commissione di Vigilanza Rai (foto Olycom)

“Chiediamo inoltre che la tv pubblica, nel garantire la ricezione gratuita del segnale al 100% della popolazione, senza alcun onere aggiuntivo per eventuali decoder o parabole, presenti al Ministero dello sviluppo economico il piano dei costi entro sei mesi dall’entrata in vigore della convenzione. Si stabilisce anche il termine entro il quale deve essere approvato il contratto di servizio con un meccanismo di penale qualora non sia rispettato e un piano triennale per la determinazione del canone”. “Il parere che abbiamo formulato”, ha concluso “giunge al termine di un lavoro condiviso tra maggioranza e opposizione per arrivare al miglior risultato possibile, spiace pertanto che il centro destra si sia sfilato decidendo, invece, di non approvare un testo che introduce importanti novità per il servizio pubblico e per i cittadini”.

Giudizio positivo anche da M5S. “La commissione di Vigilanza ha fatto un ottimo lavoro bipartisan sul parere per il rinnovo della concessione, accogliendo la maggior parte delle proposte del M5S. Per questo il nostro voto è favorevole”, hanno spiegato le deputate grilline Mirella Liuzzi e Dalila Nesci, definendo “bizzarro il comportamento del centrodestra che ha deciso di non votare il parere, dando meno forza allo stesso per un mero calcolo politico”. “Fra i punti principali approvati”, hanno sottolineato Nesci e Liuzzi, “la programmazione triennale delle risorse, lo stop alla pubblicità del gioco d’azzardo in tutti i programmi, la contabilità separata per trasmissione, l’incentivo alla produzione di film e documentari indipendenti, maggiore spazio per l’informazione finanziaria, energetica e ambientale, così come un impegno per l’educazione digitale e promozione dell’innovazione tecnologica da parte della Rai”.

Visione opposta e critiche da parte dei commissari del Centrodestra (Renato Brunetta, Maurizio Gasparri e Augusto Minzolini per Forza Italia, con Jonny Crosio per la Lega Nord, Fabio Rampelli per Fratelli d’Italia, Luigi D’Ambrosio Lettieri di Direzione Italia e il relatore di minoranza del provvedimento Maurizio Rossi di Liguriacivica), che in una conferenza hanno spiegato le motivazioni del loro no, tacciando i colleghi pentastellati di essere alla ricerca di un “inciucio” con il Pd, definendo il testo approvato inadeguato.

“Volevamo trasparenza e ci hanno detto di no su tutta la linea”, ha spiegato Brunetta. Crosio ha parlato di “una cambiale in bianco alla Rai di 20 miliardi in 10 anni che la Lega non è disposta a pagare”. “Si gioca una partita con le carte truccate sul terreno dell’informazione”, ha affermato D’Ambrosio Lettieri. “Si approva una concessione con contenuti generici e senza elementi vincolanti”. “In Vigilanza si è formato un nuovo tipo di partito Rai che, partendo da posizioni rigide, ha infine trovato un’intesa con la maggioranza”, ha sottolineato Minzolini. “E’ un testo che non era possibile votare – ha concluso Rossi – ed è stata bocciata ogni mia richiesta di migliorare il testo, dal congelamento dei trasferimenti in caso di mancata approvazione del contratto di servizio alla creazione di due rami d’azienda, uno per la parte di servizio pubblico e uno per quella di mercato”.