12 aprile 2017 | 8:53

Google sotto accusa perchè pagherebbe meno le donne. All’accusa dello Us Department of Labor, Big G risponde: stipendi calcolati con sistema ‘gender blind’

Paola Cavaglià –  Durante una indagine periodica volta a verificare il rispetto delle norme che vietano la discriminazione tra i dipendenti, lo Us Department of Labor (Dol), il dipartimento del Lavoro, ha rilevato che Google paga in modo sistematico i dipendenti donne meno degli uomini.

Eileen Naughton, vice president of people operations di Google

Eileen Naughton, vice president of people operations di Google (foto Twitter)

La società di Mountain View, che respinge l’accusa, è ora chiamata, in quanto ‘federal contractor’, impresa cioè che risponde alle norme federali, a fornire dati aggiuntivi sugli stipendi per chiarire la propria posizione davanti al tribunale di San Francisco dove Janette Wipper, direttore regionale del Dol, ha dichiarato che, seppure l’indagine non è ancora completa, risulta lampante che la maggior parte delle donne, impiegate nel quartier generale di Google, sono discriminate e relegate in posizioni di secondo piano.
Le accuse contro Google arrivano in un momento in cui l’opinione pubblica mostra particolare attenzione al tema della disparità di trattamento sul lavoro: Wall Street viene descritta come una realtà prettamente maschile, dove nessuna donna ricopre posizioni manageriali, e la Silicon Valley come un luogo con frequenti casi di discriminazione di genere – dove uomini bianchi e asiatici coprono la maggior parte delle posizioni di più alto livello – , iniquità retributive e molestie sessuali.
“Non c’è alcuna differenza di retribuzione: il nostro metodo per calcolare gli stipendi è ‘gender blind’, non guarda cioè al genere, ma unicamente al ruolo, al livello di lavoro, alla sede del lavoro e alle valutazioni attuali e recenti dell’operato di ogni singolo dipendente” ha spiegato Eileen Naughton, vice president of people operations di Google, nel sostenere la mendicità dell’accusa.