12 aprile 2017 | 11:35

Continuano le polemiche dopo Report. Pessina Costruzioni querela la trasmissione, il ‘Fatto’ e M5S. La replica di Ranucci: noi corretti, pronta una nota per il Cda Rai con le testimonianze e i documenti

Non si placano le polemiche attorno alla puntata di Report di lunedì 10 aprile, dedicata alla presunta tangente da un miliardo di dollari che sarebbe stata pagata da Eni e Shell per una importante concessione petrolifera in Nigeria e anche al salvataggio dell’Unità nel 2014 da parte della Pessina Costruzioni in cambio di appalti in Kazakistan che una società del gruppo avrebbe ottenuto da un consorzio controllato sempre da Shell ed Eni.

La Pessina, che già prima della messa in onda – i cui contenuti erano stati anticipati dal ‘Fatto Quotidiano’ – aveva diffuso un comunicato nel quale definiva fantasiose le ricostruzioni del programma, dicendosi pronta, anche attraverso l’account Twitter del suo ad Stefanelli a ricorrere alle vie legali, ieri, 11 aprile, è passata alle vie di fatto, dando mandato ai propri legali – in particolare allo Studio Antonio Villani, “di avviare ogni iniziativa giudiziaria” contro ‘Report’, e ‘Il Fatto Quotidiano’ “per gli articoli pubblicati ieri ed oggi sul quotidiano e sul sito”.

Nella foto: Sigfrido Ranucci, conduttore di Report e Guido Stefanelli, ad dell’Unità e di Pessina Costruzioni

“Il nostro Gruppo si premurerà”, si legge ancora nella nota diffusa a riguardo dal costruttore, “di tutelare la propria immagine e reputazione anche nei confronti di quei parlamentari del Movimento Cinque Stelle che oggi nel corso di una conferenza stampa al Senato hanno voluto rilanciare volutamente notizie false e tendenziose su presunte condotte illecite del nostro Gruppo”. “Diffidiamo pertanto qualsiasi altra testata giornalistica e/o radiotelevisiva dal diffondere tali notizie calunniose sul nostro Gruppo”.

A stretto giro è arrivata la replica di Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione di Rai3. ”La Pessina presenta querela? Più che contro di noi, dovrebbe farla contro i documenti della società che noi abbiamo ripreso”, ha detto Ranucci, stando quanto riporta l’agenzia Ansa, parlando di una nota che verrà presentata nel cda Rai di giovedì “con le testimonianze registrate, i documenti ufficiali, non rubati da internet, comprese le comunicazioni aziendali della Pessina”. “Nel corso della trasmissione abbiamo dato conto delle versione dei fatti di Pessina, per fornire al pubblico che paga il canone un’informazione completa”, ha aggiunto. “Mi dispiace che all’indomani di una trasmissione di altissimo livello, ci siano state polemiche sull’Unità e nessuna parola sui dispositivi medici chirurgici fuori norma, oggi sequestrati dalla Guardia di finanza. Abbiamo evitato danni futuri a pazienti inconsapevoli all’interno dei più importanti ospedali italiani, di questo nessuno ha sentito il dovere di dire nulla”. Ranucci ha poi rivelato che, dopo l’inchiesta sulla Coca Cola, la multinazionale ha deciso di interrompere a maggio i pagamenti per la pubblicità sulla tv pubblica. “Solo una grande azienda può consentire di realizzare queste inchieste”, ha concluso il giornalista ringrazio “il dg e il direttore di rete che mi hanno fatto sentire sempre libero”.

“Rassicuriamo il buon Sigfrido Ranucci che noi non abbiamo dubbi su quanto fatto dalle nostre aziende in Italia e all’estero. Conosciamo i documenti e nulla riportano di tutte le illazioni dette ieri nel corso della trasmissione”, la controrisposta di Guido Stefanelli affidata all’agenzia Ansa. “A proposito”, ha aggiunto l’amministratore delegato dell’Unità e della Pessina Costruzioni ”prometto che faremo una generosa donazione in beneficienza se Report – pagandosi l’aereo – andrà in Kazakistan e troverà anche solo 10 dipendenti della Pessina (tra i 110 che dice di aver trovato nei documenti che ha citato ieri) e le 9 commesse date dall’Eni alla Pessina”.