12 aprile 2017 | 11:38

Maxi convegno sulla riforma europea delle ferrovie. Del Rio: grande operazione sul piano culturale. Mazzoncini: una possibilità di sviluppo per Fs Italiane. Sassoli: da Bruxelles una decisione che favorisce la crescita

di Claudio Sonzogno – “Un unico spazio europeo nel quale possono competere e offrire i migliori servizi tutti gli operatori del settore ferroviario è una grande operazione anche sul piano culturale, perché aiuta la connessione fra i cittadini europei e quindi lo sviluppo delle economie”. Così il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Del Rio, ha sottolineato l’importanza dell’approvazione del IV Pacchetto Ferroviario da parte del Parlamento Europeo, che significa la liberalizzazione del settore entro il 2020.

Al Convegno sulla recente riforma del mercato del trasporto su “ferro”, organizzato a Palazzo Giustiniani dal Parlamento Europeo e dalle Ferrovie dello Stato Italiane, erano schierati i protagonisti del settore, dall’ad di Ferrovie dello Stato Italiane, Renato Mazzoncini, all’ad di Trenitalia, Barbara Morgante, al dg di Ntv, Giambattista La Rocca, al Presidente dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, Andrea Camanzi.

Del Rio ha affermato che l’Italia ha tutti i numeri per essere protagonista della liberalizzazione con una importante ricaduta anche per tutte le nostre aziende che operano nell’indotto. Mazzoncini ha confermato che le FS sono all’avanguardia in Europa e soprattutto nell’Alta Velocità, tanto che entro l’anno ha annunciato a margine del convegno – da Roma a Milano si potrà andare in 2 ore e venti minuti.

“Il nostro prezzo di 0,15 al chilometro sulla tratta Roma-Milano con una frequenza di 17 corse, si confronta – ha precisato Mazzoncini – con 0,17 della Barcellona-Madrid, 0,23 della Lione-Parigi e 0,28 dell’Amburgo-Berlino”.

Secondo Mazzoncini l’accordo sul IV Pacchetto Ferroviario potrà consentire all’Europa di valorizzare il gigantesco investimento di 500 miliardi di euro per i corridoi ferroviari, ma ha avvertito che aprirà il mercato a nuovi competitor fra le imprese che ora operano su strada, con fatturati intorno agli 8-9 miliardi, interessati a sviluppare l’attività, soprattutto nel trasporto merci, anche su “ferro”.

La DG Move della Commissione Europea, Elisabetta Garofano, ha richiamato l’attenzione sul fatto che i tre quarti della circolazione europea non è rappresentata dall’alta velocità e che in molti Paesi gli investimenti per ammodernare questa struttura capillare sono ancora molto scarsi. “Lo spazio ferroviario – ha sottolineato – è la chiave della mobilità sostenibile ed è qui che la riforma ha la sua forza, tenuto conto che nel 2020 è previsto lo smantellamento dei monopoli nel trasporto nazionale e nel 2023 in quello regionale”.

Per David Maria Sassoli, Vicepresidente del Parlamento Europeo, considerato il padre della riforma, alla quale ha lavorato a tempo pieno negli ultimi due anni, si è raggiunto l’accordo in uno dei settori più strategici per la crescita economica e sociale dell’Europa. “E’ un passo importante per il futuro – ha rilevato – e testimonia che a Bruxelles si sanno prendere decisioni concrete”.

Infine l’ad di Trenitalia, Barbara Morgante, ha ricordato che negli ultimi anni il gruppo si è già dato obbiettivi molto sfidanti in termini di servizio nel trasporto su ferro anche a livello Europeo. “Un impegno – ha concluso – a fronte del quale l’azienda ha recuperato credibilità agli occhi del mercato”.