14 aprile 2017 | 11:51

Tante novità per la Dakar 2018. Motul major partner e cresce l’impatto mediatico sui social: più di 23 milioni i video digitali visti (INFOGRAFICHE)

di Matteo Rigamonti – Quasi millecinquecento giornalisti accreditati, molti social e un nuovo main sponsor come Motul per la Dakar 2018. Il rally più grande e famoso del mondo ha presentato le novità per l’edizione del quarantennale a Milano, al Museo della Scienza, tra meccanici, campioni e volti storici della corsa che è il sogno di tutti gli appassionati delle due e quattro ruote enduro e fuori strada.

Giovanni Sala, ambasciatore KTM e ultimo italiano a salire sul podio della Dakar nel 2006 (Foto Primaonline.it)

La 40a edizione della Dakar prenderà il via a Lima, Perù, il 6 gennaio 2018 per arrivare a Cordoba, Argentina, il 20 gennaio, dopo 9mila kilometri, passando per La Paz, Bolivia. In mezzo tante dune, come le migliori africane, tantissima sabbia e dislivelli da quattromila metri, che vanno dalle coste dell’oceano alle vette delle Ande.

Alessandro Botturi, riconfermato in sella ad una Yamaha (Foto: Primaonline.it)

Motul sarà Official Lubrificant Partner e Major Partner della Dakar, la corsa più dura fra le competizioni motoristiche internazionali. “Un evento leggendario che dal 1979 è universalmente riconosciuto come la prova estrema per uomini e mezzi”, assicura Hélène Zaugg, responsabile comunicazione di Motul, e “un’enorme vetrina per i nostri prodotti”.

Ma la Dakar è anche una delle gare più seguite, a motivo del fascino che da sempre suscita sugli appassionati di motori e non solo. Settanta canali in 190 paesi di tutto il mondo hanno trasmesso il rally, per una diffusione complessiva di 1.200 ore in tv. In Italia a seguire l’edizione 2017 sono stati Eurosport, con una striscia serale da 30 minuti sugli highlights di giornata, e Nuvolari, con anche interviste agli italiani in corsa. Quindici i giornalisti e fotografi italiani che hanno seguito la Dakar su 1.460 totali di 32 nazionalità diverse.

Martino Bianchi, responsabile generale Team HRC, con Maria Guidotti (Foto: Primaonline.it)

L’impatto economico della Dakar, calcolato dal 2009 ad oggi, si stima essere intorno a 1 miliardo di dollari, 300 milioni l’anno circa per i Paesi ospitanti.

La Dakar è anche due punto zero, con una comunità social di 2,3 milioni di fan, 441mila download dell’app ufficiale (+6% sul 2016) per seguire la gara in diretta e 4,2 milioni di visite sull’app (+61% sul 2016). Senza contare gli oltre 9 milioni di visite sul sito e soprattutto i 23,6 milioni di video digitali visti (+45% sul 2016) su Twitter, Facebook, Dailymotion e Youtube oltreché sul sito de ‘L’Équipe’.

Jacopo Cerutti, pilota Husqvarna Italia (Foto: Primaonline.it)

Numeri che fanno il paio con quelli mastodontici della complessa organizzazione: 600 persone che ci lavorano, 60 veicoli più 50 camion 10 bus e 10 elicotteri a garantire la sicurezza dei concorrenti. Una logistica dell’estemo in grado di servire anche 80mila pasti complessivi ai bivacchi a circa 2.800 persone al giorno. Sono 4,5 milioni gli spettatori lungo il percorso.

Quanto alla competizione: 501 i concorrenti da 60 nazionalità diverse su 317 veicoli che hanno preso parte alla Dakar 2017.

La PanDakar che dopo cinque tentativi a portato a termine la corsa (Foto: Primaonline.it)

Dakar non significa solo motori. L’evento è infatti ecoresponsabile: programmi di raccolta differenziata e trattamento dei rifiuti speciali sono elaborati con le autorità locali. Ma la Dakar compensa anche il 100% delle emissioni di anidride carbonica con il progetto Greeoxx per la protezione dell’ambiente in Amazzonia e in collaborazione con Techo sostiene più di 400 progetti sociali, come la costruzione di case ai senzatetto.