Cinema, Editoria, New media

14 aprile 2017 | 18:20

Aumenta la fruizione di news e contenuti online, ma l’Italia resta fanalino di coda in Europa col 6,7% della spesa famigliare destinata a consumi culturali e ricreativi (la media Ue è l’8.5%). Istat: prosegue il calo dei lettori di libri e quotidiani (INFOGRAFICHE)

Il 6,7% della spesa delle famiglie italiane nel 2015 è stato destinato a consumi culturali e ricreativi, un valore decisamente inferiore alla media Ue28 (8,5%) e superiore solo a quelli di Lussemburgo, Cipro, Irlanda, Portogallo, Romania e Grecia. Lo dice lo studio ‘Noi Italia‘, il dossier realizzato da Istat che vuole mettere in luce la posizione del Paese nel contesto europeo e le differenze regionali che lo caratterizzano attraverso una serie di indicatori statistici che spaziano dall’economia alla cultura, passando per il mercato del lavoro, le condizioni economiche delle famiglie, la finanza pubblica e l’ambiente.

(Sopra i dati sul numero di lettori di quotidiani in Italia, sotto di libri)

Stando ai dati, nel 2016 diminuiscono sia la quota di persone che leggono quotidiani (43,9%, dal massimo di 58,3% del 2006 e da 47,1% del 2015) sia quella di chi legge libri (40,5%, dal 42,0% del 2015). La lettura rimane prerogativa soprattutto dei giovani e delle donne, mentre a livello territoriale tutte le regioni del Mezzogiorno presentano valori inferiori al dato nazionale a eccezione della Sardegna.

Aumento il numero di chi usa il web per la lettura di notizie, giornali o riviste, soprattutto tra i giovani della fascia 20-24 anni, con il 53,9% delle preferenze. Tuttavia  su scala europea l’Italia occupa l’ultima posizione assieme alla Romania.

(Nel grafico la classifica europea relativa al numero di persone tra i 16-74 anni che hanno utilizzato negli ultimi 3 mesi Internet per leggere news, riviste e giornali)

Nel 2016 l’8,4% della popolazione di 6 anni e più legge online e scarica dal web libri: la quota sale a poco meno del 20% tra i giovani di 18-24 anni. Questa forma di fruizione culturale e’ piu’ diffusa nel Nord-ovest, al contrario nel Mezzogiorno si registra una diminuzione rispetto al 2015.

(Classifica delle regioni Italiane per numero di lettori di quotidiani e riviste su internet nel 2016)

Continua anche a crescere la partecipazione culturale. Nel 2016 è infatti cresciuto il numero di persone che vanno al cinema (oltre il 50% della popolazione) e a concerti di musica diversa da quella classica. La fruizione di spettacoli o intrattenimenti fuori casa e’ piu’ diffusa tra gli 11-24enni.

A livello territoriale il divario tra Centro-Nord e Mezzogiorno è molto rilevante nel caso di visite a musei e monumenti, mentre si attenua per la partecipazione a spettacoli sportivi e cinematografici.

Sul fronte sportivo, infine la propensione alla pratica è in crescita nel 2016, ma riguarda ancora poco più di un terzo della popolazione (più uomini che donne); circa un quarto dei praticanti vi si dedica in modo continuativo. La quota più elevata di sedentari si riscontra nel Mezzogiorno (25,7%).