18 aprile 2017 | 13:02

‘Da Bandiera Gialla’ a ‘Non è la Rai’. Oggi alle 14 la cerimonia laica per Gianni Boncompagni nella sede Rai di via Asiago a Roma

Si svolgeranno alle 14.00 di oggi, a Roma nella sede Rai di via Asiago i funerali laici di Gianni Boncompagni, scomparso il 16 aprile scorso a 84 anni. Autore, conduttore, regista di radio e tv, Boncompagni è stato insieme a Renzo Arbore, tra gli artefici dell’evoluzione dello spettacolo italiano del dopoguerra.

Nella foto a sinistra Gianni Boncompagni con Renzo Arbore durante ‘Alto Gradimento’; a destra con Raffaella Carrà in ‘Pronto Raffaella’ e con Ambra Angiolini in ‘Non è la Rai’

Tanti i messaggi di saluto e cordoglio che hanno accompagnato la notizia della sua scomparsa, dal ricordo dell’amico Arbore, che di lui ha detto: “Aveva una visione moderna della vita, un senso d’umorismo all’avanguardia. Una visione che lo ha portato a rivoluzionare la radio e la tv”, a quello del premier Gentiloni, che lo ha definito “un artista che ha rivoluzionato, con garbo e ironia, gli schemi dello spettacolo, della televisione e della radio italiana”, passando per Fiorello, Fabio Fazio, Ambra Angiolini e il deputato Pd Michele Anzaldi.

 

 

Entrato in Rai nel 1964 con il concorso per programmatore di musica leggera, dove conobbe Arbore, tra i primi successi che portano la firma di Boncompagni figurano ‘Bandiera Gialla’, ‘Alto gradimento’. Autore anche di testi musicali, nel 1977 Boncompagni approdò sugli schermi televisivi della Rai, alla conduzione di ‘Discoring’, programma musicale destinato a un pubblico esclusivamente giovanile. Tra le altre esperienze televisive ‘Superstar’ e ‘Drim’, ‘Pronto, Raffaella’ con Raffaella Carrà, e ancora ‘Pronto, chi gioca?’ con Enrica Bonaccorti .

Agli inizi degli anni ’90 il passaggio alle reti Fininvest con ‘Non è la Rai’, che lancia tra le altre una giovanissima Ambra Angiolini. Nel 1996 e 1997 il ritorno in Rai. Nel 2005/2006 diresse ‘Domenica In’, abbandonando però la trasmissione dopo la prima puntata.