18 aprile 2017 | 17:45

Torna oggi sul tavolo dell’Agcom l’istruttoria sul caso Mediaset-Vivendi

Torna oggi sul tavolo dell’Agcom l’istruttoria aperta per valutare se la contemporanea presenza di Vivendi nel capitale di Telecom Italia – di cui detiene la quota di maggioranza del 23,9% – e in quello di Mediaset – dove a dicembre è salita quasi al 29%, investendo più di un miliardo di euro –  sia compatibile con la legislazione vigente. Il punto su cui si deve esprimere l’Authority guidata da Angelo Marcello Cardani è se, spiega oggi il Corriere della Sera, sia “ammissibile che il gruppo francese,già in sella a Telecom, possa mantenere una quota superiore al 10% nel capitale di Mediaset”, superando i limiti previsti dal Tusmar, che ha recepito la “legge Gasparri”. Anche se secondo ‘il Messaggero’, non è escluso che il consiglio “finisca per optare per una proroga della decisione”, anche in vista dell’assemblea Telecom del 4 maggio e del cda del 5 maggio che “potrebbero completare il quadro anche sul nodo del “controllo di fatto” della stessa Vivendi” nella telco italiana.

Nella foto, a sinistra Angelo Marcello Cardani, presidente Agcom; a destra Pier Silvio Berlusconi e Vincent Bollorè

“Una delibera Agcom che sollevi il nodo del superamento del 10% potrebbe essere fatta valere da Mediaset alla prossima assemblea di bilancio, in programma per fine giugno, dove il Biscione potrebbe replicare quanto già fatto in Mondadori e proporre il voto maggiorato”, scrive il quotidiano diretto da Luciano Fontana, ricordando che per Fininvest “si è già aperta la finestra che concede alla holding la facoltà di rafforzare la sua quota (38,3% del capitale, 39,8% dei diritti di voto) con la possibilità di rilevare un altro 1,23% da qui al 27 aprile”.

Nel caso di un verdetto a favore di Mediaset – ritenuto probabile da diversi osservatori – da chiarire saranno le tempistiche concesse ai francesi “per dismettere il pacchetto scelto”. “Se fosse fino a un anno”, conclude il ‘Corriere’, “per le parti ci sarebbe il tempo per trovare un accordo finora ritenuto impossibile”.