18 aprile 2017 | 18:58

Bufera su Report per il servizio dedicato all’Hpv. Lorenzin: grave disinformazione. Linea dura dei vertici Rai: verifica e sanzioni. La replica di Ranucci: mai messa in dubbio l’utilità dei vaccini. Per Repubblica il dg deve anche giustificare l’assunzione della Gabanelli

Oltre al servizio su Benigni e i finanziamenti al cinema, anche l’inchiesta dedicata da Report nella puntata in onda il 17 aprile ai vaccini anti papilloma virus (Hpv) ha acceso polemiche non indifferenti attorno alla trasmissione di Rai3. La tesi, esposta dagli autori, secondo cui ci sarebbe stata sin qui una sostanziale sottovalutazione delle “reazioni avverse” alla somministrazione ha provocato la ferma risposta della ministra della Salute e della comunita’ scientifica, compatti nel difendere “il primo vaccino contro il cancro che l’uomo e’ riuscito a produrre”.

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“Diffondere paura propugnando tesi prive di fondamento e anti scientifiche e’ un atto di grave disinformazione”, ha detto Beatrice Lorenzin, parlando di “un vaccino sicuro e di grande efficacia, a differenza di quanto e’ stato fatto affermare sulla tv pubblica, senza alcun contraddittorio”. Per la ministra, “Report ha dato spazio a teorie prive di base scientifica instillando timore nei confronti di una pratica sicura, efficace e in grado di salvare migliaia di donne da un cancro aggressivo e spesso mortale”.

La puntata di 'Report' sul Papilloma Virus

La puntata di ‘Report’ sul Papilloma Virus

Servono veloci e proficui approfondimenti con Campo Dall’Orto”. Lo afferma, in un’intervista a Repubblica, Guelfo Guelfi, membro del Cda Rai, che chiede un chiarimento, “l’ammodernamento dell’azienda. Piano editoriale e criteri di ripartizione delle risorse, ad esempio. Il cda si è fatto sentire con l’Ad. E questa discussione andrà avanti a partire da domani. Non si scherza”. Altrimenti gli voterete contro? “Può succedere, ma sarebbe una drammatizzazione”, risponde. “Io non sono un renziano, ma fondatore di un processo politico di questo Paese. Sfido però chiunque a fare come in quel film, ‘Perfetti sconosciuti’, e scorrere l’elenco del mio cellulare: quante volte mi ha contattato Renzi in questi anni? Nessuna”, precisa. Su Cartabianca, dice: “Lo sa che uno speciale sui borghi ha fatto il doppio di ascolti? Ci sono cose che guardano al futuro, Cartabianca si accanisce sul passato. I talk sono un capitolo morto”. E su Report: “Sui vaccini, sui nostri figli, non si scherza. Che queste stupidaggini finiscano a Report fa parte del dibattito sul confine tra la responsabilità e la battaglia per decimi di audience”.

“Diffondere la paura raccontando bugie e’ un atto grave e intollerabile”, ha poi rincarato la dose via Facebook Roberto Burioni, ordinario di Microbiologia e Virologia Facolta’ di Medicina e Chirurgia Universita’ Vita-Salute San Raffaele di Milano, “e’ abusare in maniera perversa della liberta’ di opinione. E’ come gridare ‘c’e’ una bomba” in uno stadio affollato per vedere la gente che fuggendo calpesta i bambini. Diffondere la paura raccontando bugie e’ quello che ha fatto ieri sera la trasmissione di Rai3″, dando spazio “a teorie prive di base scientifica”.

Di “puntata piena di inesattezze” ha parlato Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanita’: “Per ora non c’e’ alcuna evidenza scientifica che il vaccino contro il papilloma virus provochi eventi avversi. Non c’e’ dunque motivo di allarmare la popolazione. Ogni evento avverso che si verifica dopo una vaccinazione va registrato e verificato con molta cura, ma non e’ detto che ci sia un nesso causa-effetto”.

Piu’ cauto il farmacologo Silvio Garattini, che pur sottolineando di essere “assolutamente favorevole ai vaccini”, si e’ detto convinto che serva comunque “una farmacovigilanza piu’ attenta, seria e attiva. Il vaccino che agisce contro il virus Hpv e’ efficace, pero’ ancora non sappiamo quanto poi, effettivamente, il suo risultato finale lo sia. Per vedere se i tumori diminuiranno ci vorranno anni. Bisogna stare attenti e vedere bene gli effetti collaterali”.

Ovvie le reazioni anche a livello politico, con il senatore del Pd, Francesco Verducci, vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, che ha annunciato la presentazione di una interrogazione urgente per “verificare la correttezza della trasmissione”, mentre la senatrice pd Francesca Puglisi, prima firmataria di un ddl per rendere obbligatorie le vaccinazioni fin dalla scuola dell’obbligo, ha giudicato “incredibile che il servizio pubblico ieri si sia unito alla campagna contro i vaccini ed in particolare quello contro l’Hpv, con una totale assenza di pluralismo scientifico, invocando un intervento riparatore da parte del dg Campo Dall’Orto e Raitre.

Viale Mazzini ha affidato ad una nota la sua ‘difesa’ ufficiale. “Rai e’ da sempre a supporto delle campagne vaccinali”, si legge, ricordando che “i vaccini sono un fondamento della medicina moderna che non puo’ essere messo in discussione”. “Proprio per questo, su temi cosi’ rilevanti, l’informazione del Servizio pubblico continuera’ a sostenere la divulgazione scientifica. Proprio in queste settimane Rai sta lavorando ad una campagna che sensibilizzi ulteriormente l’opinione pubblica sull’importanza dei vaccini, non solo da un punto di vista individuale, ma anche da quello della responsabilita’ verso la societa’ intera”.

“Report non ha mai messo in dubbio l’utilità dei vaccini né ha fatto alcuna campagna contro: chi lo asserisce non ha visto la trasmissione. Ho detto subito, all’inizio della puntata, che i vaccini sono utilissimi, rappresentano la scoperta più importante per la prevenzione negli ultimi 300 anni. Io stesso mi vaccino e ho fatto vaccinare mia figlia”, la replica di Sigfrido Ranucci. “Abbiamo parlato di come funziona la farmaco-vigilanza: entro 36 ore le eventuali reazioni avverse ai vaccini vanno segnalate, ma questo non sempre accade e lo dimostrano le testimonianze che abbiamo raccolto. E abbiamo dato conto del reclamo presentato da alcuni scienziati danesi, relativo al vaccino contro il papilloma virus, che è stato accolto dal Mediatore europeo, un organo pubblico che ha il compito di vigilare anche sui metodi con cui entrano sul mercato i vaccini”.

“Ho anche detto chiaramente che l’unico modo per zittire chi è contrario ai vaccini è proprio una maggiore trasparenza e la lotta alla corruzione”. Ranucci ci tiene anche a sottolineare che “i docenti e gli esperti intervistati sono tutti professionisti accreditati, che Burioni è stato contattato a gennaio dalla redazione di Report per avere un suo parere, ma non ci ha mai risposto. Ugualmente sono stati contattati, ma non hanno accettato di intervenire, l’Aifa, l’Istituto superiore di Sanità e il ministero della Salute. Abbiamo invece intervistato i responsabili dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco”. Nella precedente puntata Report “ha parlato delle macchine per la termoablazione fuori norma: il giorno dopo sono stati sequestrati ben 400 dispositivi. Abbiamo tutelato i pazienti – sottolinea Ranucci – ma nessuno ne parla”.

A difesa della trasmissione il Movimento 5 Stelle che ha lanciato l’hashtag #iostoconReport. “Il Pd non è intoccabile. L’Unità non è intoccabile. Benigni non è intoccabile. L’EMA non è intoccabile”, si legge sul post pubblicato sul blog di Grillo. “La libera informazione invece è intoccabile. Report non chiuderà a causa della censura di regime che contamina altri programmi RAI (come il TG1), il Pd impari a rispettare l’informazione indipendente”.

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Per Repubblica “Campo Dall’ Orto e il suo staff stanno valutando la costruzione del servizio tv e anche i documenti a supporto, che verranno trasmessi dalla direttrice di RaiTre, Daria Bignardi, già stamattina. Il tema della vaccinazioni è caro all’ ad della televisione di Stato, che vuole vederci chiaro. Anche per questo ha mobilitato i suoi telegionali (a partire dal Tg1) perché ribadiscano il concetto più importante. Se può essere legittimo discutere di uno specifico vaccino, lo strumento generale della vaccinazione va sostenuto senza se e senza ma. Il caso Report non rappresenta l’ unico problema che Campo Dall’ Orto deve fronteggiare in queste ore. L’ altro scoglio è la gestione del caso Milena Gabanelli, che lui vuole direttrice della nuova testata web della Rai e il Cda, invece no. Con una lettera ai consiglieri di amministrazione, ieri Campo Dall’ Orto è stato costretto a giustificare l’ assunzione della Gabanelli, che il 30 gennaio ha firmato un contratto triennale (fino al 2020) con il grado di vice-direttrice. Compito: responsabile per lo sviluppo digitale dell’ informazione Rai. L’ad della televisione di Stato ha spiegato che creare una corazzata dell’informazione web rientra «nella logica della transizione verso la media company»; che bisognava individuare una «professionalità con spiccate doti di leadership» e di «riconoscibilità come figura di garanzia». E questi requisiti non sono stati individuati tra le «professionalità interne». Invece una «ricognizione tra i giornalisti di alto profilo» del Paese ha portato a Milena Gabanelli, «che ha appena lassciato la conduzione di un programma simbolo della Rai», come Report appunto. La tesi di Campo è chiara: le procedure formali sono state rispettate ed hanno portato a una stella del giornalismo. Malgrado questo appoggio totale, la strada della Gabanelli verso la direzione di Rai24 (questo il nome della testata web in via di progettazione) è in salita per l’ostilità della maggioranza dei consiglieri di amministrazione contrari al varo dell’ ennesima testata giornalistica”.