19 aprile 2017 | 8:52

Agcom: Vivendi ha un anno di tempo per scendere in Mediaset o in Telecom. Soddisfazione del Biscione: accertata la violazione dei francesi del Tusmar. Vivendi annuncia ricorso al Tar ed esposto alla Commissione europea

Vivendi ha un anno di tempo per rimuovere la posizione vietata dopo l’esposto di Mediaset sulla scalata dei francesi al Biscione e il loro controllo di fatto di Telecom. Lo ha deciso ieri l’Agcom accertando l’influenza dominante di Vivendi in Telecom (dove ha il 23,9%) con i francesi che nel Biscione hanno il 29,9% dei diritti di voto contro il 39,7% finora di Fininvest. È la prima decisione dell’Agcom su questa parte della `legge Gasparri´, in particolare sui tetti di controllo nel settore media e telecomunicazioni.

Nella foto, a sinistra Angelo Marcello Cardani, presidente Agcom; a destra Pier Silvio Berlusconi e Vincent Bollorè

“L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, alla luce degli elementi acquisiti nel corso dell’istruttoria, ha accertato che la posizione della società Vivendi non risulta conforme alle prescrizioni di cui al comma 11 dell’articolo 43 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, in ragione delle partecipazioni azionarie dalla stessa detenute nelle società Telecom Italia e Mediaset. Pertanto – si legge in un comunicato dell’Agcom – l’Autorità ha ordinato alla società Vivendi di rimuovere la posizione vietata nel termine di 12 mesi a far data dalla notifica del provvedimento adottato oggi e già notificato. Allo scopo di consentire all’Autorità di svolgere un’adeguata attività di monitoraggio, Vivendi è tenuta a presentare entro 60 giorni uno specifico piano d’azione che la società intende adottare per ottemperare all’ordine”.

L’Authority ricorda quindi che in caso “di inottemperanza all’ordine è applicabile la sanzione amministrativa” prevista dalla legge 249 del 1997: Vivendi rischia una sanzione del valore tra il 2 e il 5 per cento del suo fatturato. Il provvedimento dell’Agcom è in base Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici (Tusmar) che stabilisce un divieto al superamento dei tetti di controllo: in particolare le imprese di comunicazioni che detengono nel mercato italiano una quota superiore al 40% non possono acquisire ricavi superiori al 10% del cosiddetto ‘Sistema integrato delle comunicazioni’ (Sic) di tv, radio ed editoria. Secondo gli ultimi dati, Mediaset avrebbe ricavi di circa il 13% del Sic.

L’Agcom è stata attivata da un esposto presentato da Mediaset nel dicembre del 2016 secondo la quale i divieti delle legge 177 del 2005 sui tetti sarebbero stati aggirati da parte di Vivendi. Il gruppo francese ha il 23,9% dei diritti di voto in Telecom (identica la quota del capitale), il 28,8% del capitale e il 29,9% dei diritti di voto in Mediaset, controllata da Fininvest con il 38,2% del capitale e il 39,7% dei diritti di voto, con l’holding dei Berlusconi che entro fine mese può salire di un altro 1,3%-1,4%.

La reazione di Mediaset
“Con il provvedimento odierno, l’Agcom ha accertato che Vivendi ha violato l’art. 43 del Tusmar, Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici: Mediaset esprime la propria soddisfazione e attende ovviamente di leggere il dispositivo per stabilire le azioni future”.

La replica di Vivendi
Vivendi “accoglie con sorpresa la decisione adottata dall’Agcom” e “si riserva di adottare ogni opportuna iniziativa in tutte le sedi competenti contro la decisione presa dall’Agcom per tutelare i propri interessi, inclusa la presentazione di un ricorso al Tar e di un esposto alla Commissione europea per segnalare la violazione di fondamentali principi del diritto Ue”.

La posizione dell’Unione Europea
La Commissione Ue “prenderà attentamente in considerazione le implicazioni, se ce ne sono”, sull’operazione di acquisizione di Telecom Italia, della decisione di Agcom che chiede a Vivendi di ridurre la sua quota o in Mediaset o in Telecom Italia. Così un portavoce della Commissione Ue, che “prende nota” di quanto stabilito da Agcom. L’indagine dell’Antitrust Ue in base alle regole sulle fusioni “è limitata alla revisione dell’impatto di questa transazione sulla concorrenza”, ha precisato il portavoce.
L’Antitrust Ue sta al momento compiendo una revisione, in base alle regole Ue sulle fusioni, dell’acquisizione da parte di Vivendi del controllo esclusivo su Telecom Italia. L’indagine di Bruxelles è quindi relativa al solo impatto sul fronte della concorrenza su questa operazione della decisione di Agcom, e non riguarda la questione della necessità di garantire il pluralismo dei media sollevata dal Garante italiano.