19 aprile 2017 | 16:00

L’emittenza locale è un valore se svolge il ruolo di informazione, dice il sottosegretario Giacomelli: ma contributi solo per chi fa davvero l’editore. Report? Nel fare inchieste bisogna mantenere senso della verità ed equilibrio

“Il nuovo regolamento privilegia contributi e sostegno a chi svolge davvero il ruolo di editore, scommettendo ogni giorno sul rapporto con la comunità”. Lo ha detto all’Aquila il sottosegretario Antonello Giacomelli parlando del nuovo regolamento per l’erogazione dei contributi alle emittenti locali. “Si cambiano le regole e si privilegia chi fa l’editore”, ha spiegato.

“L’emittenza locale è un mondo fatto da soggetti di vario genere, sono qualche centinaio le emittenti nel Paese: questo non è pluralismo, somiglia molto all’anarchia e la Corte dei Conti ci ha più volte bacchettato”. Quindi “pluralismo, occupazione, risorse e sostegno, purché si faccia davvero questo ruolo”, ha ribadito: “L’emittenza locale è un valore se svolge il ruolo di informazione”.

Antonello Giacomelli (foto Olycom)

Antonello Giacomelli (foto Olycom)

Il sottosegretario è poi intervenuto anche su uno dei temi caldi della settimana, rappresentato da Report e dalle polemiche per il servizio sul vaccino contro il papilloma virus. “Credo sinceramente che, quando si svolge il servizio pubblico, lo dico in termini generali, occorrano la massima accortezza e la massima responsabilità per le cose che si dicono, senza limitazione né per la libertà di informazione, né per il diritto di inchieste che vadano in modo approfondito dentro ogni argomento, ma occorre sempre mantenere il senso della verità, dell’equilibrio e dell’informazione corretta”. “Non sono il giudice delle attività informative, men che meno della Rai e del servizio pubblico – ha aggiunto. C’è in questo a mio giudizio un ruolo prevalente del Parlamento e della commissione di vigilanza che deve pronunciarsi”.