19 aprile 2017 | 17:41

Sul tetto ai compensi delle star in corso interlocuzioni, ma ancora nessuna risposta dal Mise, dice la presidente Rai Maggioni. Sul Cda di Viale Mazzini false ricostruzioni dai media

Non solo Report. Nel corso dell’audizione in Commissione di Vigilanza sono diversi i temi che la presidente della Rai Monica Maggioni ha affrontato, a cominciare dalla questione del tetto dei compensi alle star. Sul tema, ha spiegato Maggioni, ci sono in corso interlocuzioni con il ministero per lo Sviluppo economico ma “ancora nessuna risposta”. “Il Cda ha applicato la legge”, ha detto.

“Non stiamo parlando di stipendi, che rispettano i tetti, qui stiamo parlando dei compensi degli artisti sui quali l’attività dei vertici aziendali è stata quella di tentare di capire bene fino in fondo cosa volesse dire il testo di legge, quali fossero i limiti, per non arrecare danno all’azienda”.

Monica Maggioni (foto Olycom)

Maggioni ha quindi ricostruito i passaggi sinora fatti: il 14 novembre “abbiamo scritto a Mef e Mise per avere indicazioni precise, non abbiamo risposta a queste lettere. Abbiamo provveduto noi ad avere pareri legali che ci confortassero nell’azione, ma rendendoci conto che purtroppo non erano certo i pareri legali a poter sostituire l’interpretazione della norma di legge e quindi il 6 dicembre abbiamo riscritto al Mef”. A febbraio altra lettera al dicastero dell’Economia e Finanze; il 23 febbraio il Cda Rai “ha semplicemente detto ‘non riceviamo risposte’ e quindi immaginiamo di poter intervenire sui tetti dei compensi e ci siamo dati un tempo ulteriore, cioè aprile. Nel frattempo altri pareri, siamo arrivati all’11 aprile, ennesima lettera a Mef e Mise perchè sapevano del parere dell’Avvocatura dello Stato che in qualche misura aiutava a far luce sull’interpretazione di questo tema. La risposta è arrivata in corso del Cda del 13 aprile ma si dice di effettuare il confronto con Mise, cioè ulteriore interlocuzione con il Mise e l’Avvocatura generale dello Stato per il tramite del Segretariato generale della presidenza del Consiglio per capire l’indicazione”. “Al momento quindi interlocuzioni cominciate ma non abbiamo risposta precisa”.

Per quanto riguarda invece l’intervento dell’Autorità Anticorruzione su alcune assunzioni in Rai, Maggioni ha detto: “L’Anac ha chiesto chiarimenti sulle posizioni rispetto alle quali possono essere applicate deroghe al job posting. Queste posizioni sono state ridotte a 55: sono limitate ai diretti riporti di presidente, dg e chief officer. La relazione di risposta all’Anac è in via di approntamento”.

“Sul chief security officer il dg ha spiegato in consiglio che erano stati chiesti pareri legali specialistici nell’interesse dell’azienda”, ha poi aggiunto Maggioni. “Secondo uno di questi pareri, c’era il rischio di contenzioso”. “C’è la necessità di contemperare le richieste dell’Anac con la tutela degli interessi dell’azienda”. Maggioni ha aggiunto che “l’Anac ha chiesto in questi giorni ulteriori delucidazioni sulle modalità di selezione del chief security officer, risponderemo a breve”.

Maggioni ha poi difeso il Cda Rai, definendo alcune ricostruzioni fatte dai media “ non corrispondenti alla realtà”. “Ho visto raccontare sui giornali una seduta del Cda a cui non ho preso parte io…e nemmeno i miei colleghi. Non c’e’ stato un duello tra parti politiche avverse ma confronto tra persone serie”, ha ribadito la presidente. “Ho letto di falsa rappresentazione di un Cda oggetto di trame della politica, non corrisponde al vero”.

Maggioni ha anche detto che “quando sentivo di un direttore generale asservito ad una parte politica era un parere che non ho mai condiviso, e questa cosa faccio anche oggi che il dg viene dipinto in tutt’altro modo”. Per la presidente Rai “quello che e’ successo in mezzo lo capisco forse da giornalista ma e’ frutto di una dinamica non dentro il Cda ma intorno al Cda che in questi mesi ha lavorato in condizioni non semplici”.