21 aprile 2017 | 11:33

Commissariamento per la Lega di Serie A, dopo che i club non trovano l’accordo sulla governance. Il numero 1 della Figc, Tavecchio, vicino alla nomina da commissario

La Lega di Serie A sarà commissariata. Dopo un tira e molla di due mesi e sette riunioni, i club del massimo campionato non sono infatti riusciti a trovare un accordo né sul presidente, né sulla riforma dello statuto, mentre restano tutti i nodi da sciogliere sulla questione della ripartizione dei diritti tv. Oggi il Consiglio Federale avrà il compito di nominare il commissario, in grado di fare da traghettatore per gestire la fase di transizione in attesa di un accordo su tutte le questioni irrisolte. Da più parti sembra molto probabile che la scelta cada su Carlo Tavecchio, da poco riconfermato alla guida della Figc, vista anche la preferenza espressa nei suoi confronti da parte di Beppe Marotta, che ieri al temine dell’assemblea dei club ha parlato della necessità di una scelta “temporanea” che resti “in mano al sistema calcio”. “Naturalmente serve anche il confronto con il Coni e con il ministro dello Sport, Luca Lotti”, ha spiegato ancora l’ad della Juventus, ricordando anche i casi precedenti di commissariamento, tra cui quello con Giancarlo Abete nel 2009: “è un momento di transizione molto importante con un cambiamento radicale dello statuto e della governance. Il commissariamento è già accaduto in passato e sempre in un momento di grande cambiamento”.

Carlo Tavecchio, presidente della Figc (foto Olycom)

In ogni caso, ha assicurato Ezio Simonelli, reggente della Lega di Serie A, sono stati fatti passi avanti, tanto da arrivare vicini ad un accordo, ma le divisioni irrisolvibili riguardano soprattutto la modifica dell’articolo 19, quello della ripartizione delle risorse: ”Neppure il Commissario, che non ha la bacchetta magica, riuscirà a risolvere la questione diritti tv. Lì si è arenato il dialogo”, ha specificato. “Lo scoglio è anche il cambio di Governance e come sarà gestita la Lega in futuro. Siamo arrivati a un buon punto ma va ricordato che la Lega si appresta a gestire un bando da oltre 1 milione di euro. Non siamo in un momento di routine bensì in un momento che condizionerà i risultati economici nei prossimi anni”.

Tra le altre novità che riguardano il mondo del pallone anche il fatto che per la prima volta dal 1960 non ci sarà nessuno a rappresentarlo nella giunta nazionale del Coni per il prossimo quadriennio. La notizia si è appresa ieri, 20 aprile, alla scadenza delle candidature al governo dello sport in vista delle elezioni del Comitato olimpico nazionale in programma l’11 maggio. Nell’ultimo quadriennio era toccato a Giancarlo Abete, vissuto all’opposizione rispetto alla politica della redistribuzione dei contributi governativi in base a criteri di meritocrazia legati ai risultati delle rappresentative in campo internazionale e olimpico. La decisione, spiegava ieri Ansa, è stata di Carlo Tavecchio che, tra il 2014 e il 2016, si è visto tagliare quasi 30 milioni di euro di contributi.