21 aprile 2017 | 14:53

Carlo Tavecchio nominato commissario per la Lega di Serie A

Il Consiglio federale della Figc ha deliberato all’unanimità di affidare al presidente, Carlo Tavecchio, il ruolo di commissario della Lega di serie A. Il presidente federale nominerà un jury di esperti per la riforma dello statuto della Lega di serie A, e potrebbe nominare anche due subcommissari.

Il nome di Tavecchio per il ruolo di traghettatore era circolato già ieri al termine dell’assemblea dei club del massimo campionato di calcio.

“Speravo che oggi non si arrivasse a parlare di certi argomenti in consiglio federale e invece purtroppo sono arrivati. Speravo la Lega Serie A arrivasse all’elezione di un presidente ma la questione non si è chiusa. La Figc non ritiene che il commissariamento sia un atto di cortesia, ma è un atto punitivo”. Così Carlo Tavecchio, ha commentato la sua nomina.

Carlo Tavecchio (foto Olycom)

 

Sulla durata del mandato, deliberato in sei mesi dal consiglio federale, Tavecchio è poi stato chiaro: “Quello che prende Tavecchio deve essere sempre breve, perché siamo operativi e pratici. Io ho 2000 controllori sulla testa – ha concluso – e quindi lo faremo breve se sarà possibile farlo breve. E’ opinione generale che debba essere fatto tutto in fretta, ma loro sono stati dieci mesi da soli senza portare a casa niente. Se in tre mesi chiudiamo la partita siamo tutti contenti. Si deve fare in fretta, certo, ma portando a casa un risultato però”.

Illustrando come sarà composta la governance provvisoria della Lega, Tavecchio ha quindi spiegato: “In questo momento l’operatività sarà garantita attraverso due subcommissari e commissioni di saggi. Per la parte amministrativa l’indirizzo sarà affidato a Michele Uva (attuale dg della Figc, ndr), mentre sulla parte di natura legale e giuridica mi avvarrò di Paolo Nicoletti, un avvocato già commissario ai tempi di calciopoli e nome condiviso con il Coni”. Sulla decisione di commissariare la Lega, il numero uno del calcio italiano ha specificato che “mi assumerò in prima persona tutta la responsabilità di quello che succederà”, quanto al consenso della decisione riscosso da Coni e ministero dello Sport ha concluso: “Il presidente del Coni è primo organo vigilante dello sport e non posso considerarlo nemico, lo stesso vale per il ministro dello Sport”.

“Il calcio fuori dalla Giunta del Coni? Io ho espresso a Malagò la mia disponibilità in rappresentanza del calcio, perché ritengo quasi naturale che debba essere rappresentato in Giunta. Mi è stato risposto che la questione era molto complicata e, siccome ho visto i risultati dell’amico Perrotta, ho deciso di non candidarmi”, ha invece detto Tavecchio a proposito dell’assenza di rappresentati del mondo del pallone tra i candidati per la nuova giunta Coni. “Devo dire che subito dopo ho ricevuto diverse telefonate. Non so se erano contenti, ma mi hanno espresso la loro solidarietà e mi hanno chiesto il perché di questa scelta: lo dovevano dire prima”, ha concluso.