26 aprile 2017 | 11:32

L’Italia cruciale nei progetti per diventare “un campione latino”, dicono Bollorè e de Puyfontaine agli azionisti di Vivendi. Con Mediaset vogliamo creare una relazione costruttiva e perenne

“Siamo diventati i primi azionisti di Telecom Italia per ampliare la nostra presenza in Italia che consideriamo cruciale” per creare un “campione latino” dei media, competitivo su scala europea, ma anche in Africa e Asia, in qualche modo “complementare” ai competitor anglosassoni. Nessun dubbio sul ruolo che il nostro Paese dovrà avere nei piani futuri di Vivendi da parte del suo presidente, Vincent Bollorè, e dell’ad, Arnaud de Puyfontaine, che nel corso dell’incontro con gli azionisti a Parigi del 25 aprile hanno parlato della strategia da portare avanti in Italia che, hanno ribadito, non ha subito “nessuna battuta d’arresto”.

Arnaud de Puyfontaine (foto Olycom)

“Con Mediaset non è cominciata benissimo”, ha spiegato de Puyfontaine, “ma il nostro obiettivo è creare relazione costruttiva e perenne”, definendo l’Italia “la punta di diamante per il nostro sviluppo in Europa Meridionale” e ricordando come nell’arco di due anni siano stati investiti 5 miliardi di euro. Sulla vicenda, ha detto il manager, “non rimpiango nulla”. “Ora c’è disaccordo e non abbiamo ancora trovato la giusta soluzione”, ma “siamo totalmente determinati a far valere le nostre ragioni”. Adesso, ha continuato De Puyfontaine, si è inserita l’Agcom che “per la prima volta ha applicato la : legge Gasparri” del 2004. “Non conosciamo le conseguenze”, ma “sono molto pragmatico”, “farò del mio meglio affinché le cose funzionino”, ha aggiunto, ribadendo “faremo qualche proposta sulle misure di rimedio a tempo debito”. “Costruire è nell’interesse di tutti”, ha chiosato poi l’ad di Vivendi, “ma bisogna essere in due per ballare il tango”.

“La legge Gasparri dice che non possiamo avere due società, Mediaset e Telecom. Non abbiamo capito come potremmo assumere il controllo di Mediaset che è controllata dalla famiglia Berlusconi”, ha detto poi Vincent Bollorè, al quale nel corso dell’assemblea è stato rinnovato il mandato nel consiglio di sorveglianza per altri 4 anni. “Ci adatteremo chiaramente a tutto quello che ci viene richiesto”, ha ribadito.

Sul fronte Telecom Italia dal management della media company è stato espresso apprezzamento per i risultati ottenuti. “Siamo al fianco di Telecom Italia per rafforzarli ancora di più”, ha ribadito de Puyfontaine, ringraziando anche il presidente e l’ad della telco, Giuseppe Recchi e Flavio Cattaneo. Secondo il manager francese l’expertise di Vivendi può ridare a Telecom Italia il suo “blasone”. “Abbiamo bisogno di avere una massa critica in materia di distribuzione di contenuti” media, ha aggiunto, precisando che in Italia i consumatori potenziali sono 32 milioni. De Puyfontaine ha parlato anche del rinnovo del board di Telecom Italia, in programma il 4 maggio, per il quale Vivendi ha presentato una sua lista, nella quale il suo nome figura al primo posto. Sulla presidenza, ha spiegato, deciderà il nuovo Cda. “Ci sono state molte speculazioni”, ha aggiunto, ribadendo come dal suo punto di vista la cosa importante è che “ci sia una buona governance”. “Siamo assolutamente impegnati nel lungo periodo”, ha concluso l’ad di Vivendi, “aspettatevi ancora più impegno e altre cose positive”.

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