26 aprile 2017 | 16:02

L’Huffington Post cambia nome e diventa ‘HuffPost’, in mezzo a due slash. Il direttore: è più corto e irritante, dall’aspetto più compatto. Nuova anche l’identità visiva

Nuova identità visiva per l’Huffington Post che, a 12 anni dalla fondazione, oltre a cambiare marchio e logo sceglie di chiamarsi ‘HuffPost’. “I nostri lettori già ci chiamano così”, spiega in un’intervista Lydia Polgreen, editor-inchief, del quotidiano online, che aggiuge: “a volte è semplicemente una buona idea abbracciare il nome che i nostri lettori hanno scelto per noi”. Un nome “più corto, irritante e dall’aspetto più compatto”.

Lydia Polgreen

Cambia anche l’edizione italiana. “Abbiamo iniziato con ciò che crediamo ci distingua dagli altri: la nostra voce editoriale – con i piedi per terra, capace di aprirsi un varco tra ciò che non è importante e arrivare alla realtà”, afferma Julia Beizer, responsabile del prodotto HuffPost. “Questi pensieri hanno ispirato gli slash che racchiudono il nuovo nome in cima al sito e che rappresentano il nostro logo sull’applicazione e sui social network. La forma simboleggia il movimento dell’azienda in avanti verso il futuro, e al tempo stesso rende omaggio alla nostra eredità come primo pure player delle notizie digitali evocando gli slash che si trovano nelle Url”.

“HuffPost si conferma pioniere del giornalismo online e continua a svolgere un ruolo di leadership nel panorama delle digital news”, fa eco Jared Grusd, chief executive. “Il rebrand e il rilancio dei nostri prodotti sono il simbolo del nostro impegno a evolvere continuamente per aiutare il nostro pubblico a connettersi con un mondo che sta cambiando rapidamente”.