26 aprile 2017 | 16:02

“Sono le star che costruiscono le reti e garantiscono i fatturati che permettono i programmi culturali”, dice Freccero in Commissione Vigilanza: “è ipocrita chiedere alla Rai di stare sul mercato e bloccarne l’accesso ai contenuti premium”

“In breve la prestazione artistica si identifica con le star e non è sinonimo di arte ma di incassi. Sono le star che costruiscono le reti e garantiscono quei fatturati che garantiscono poi un impiego in programmi più culturali”, ha detto dice il membro Cda Rai, Carlo Freccero, in Commissione Vigilanza, “sempre all’interno della logica dei media che io ho praticato faccio un esempio: Telemilano diventa Canale 5 con l’arrivo di Mike, il canale Nove di Discovery da rete minoritaria sta diventando generalista con l’arrivo di Crozza. Nell’ossessione per il mercato che contraddistingue ogni scelta le prestazioni superpagate non sono uno spreco ma una risorsa. E’ ipocrita chiedere alla Rai di stare sul mercato, non ridimensionarsi come azienda far quadrare i bilanci e allo stesso bloccare l’accesso per motivi morali a quei contenuti premium che le permettono di competere e sopravvivere”.

Carlo Freccero (foto Olycom)