26 aprile 2017 | 17:38

Reporters sans Frontieres contro Grillo: mette all’indice i giornalisti sgraditi. La risposta dal blog: è il sistema ad essere marcio, noi ci battiamo per un’informazione libera, indipendente e accessibile

L’Italia guadagna 25 posizioni nella classifica annuale della libertà di informazione stilata da Reporters sans Frontieres, passando dal 77° al 52° posto. Tuttavia, sottolinea l’organizzazione, “il livello di violenza contro i giornalisti  (incluse intimidazioni e minacce verbali e fisiche) è allarmante”, 

soprattutto a causa di “politici come Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle, che non esitano a diffondere l’identità di giornalisti sgraditi”.

Beppe Grillo circondato da giornalisti (foto Olycom)

Beppe Grillo circondato da giornalisti (foto Olycom)

“Sei giornalisti italiani – scrive Reporters sans Frontieres – sono ancora sotto la protezione della polizia per via delle minacce di morte provenienti sopratutto dalla mafia o da gruppi di fondamentalisti”.

Inoltre i giornalisti, si legge sempre nella parte del report che riguarda l’Italia, “si sentono sotto pressione da parte dei politici e sempre più optano per l’autocensura”. Stando a una nuova legge, infatti, “diffamare politici, giudici o funzionari pubblici è punibilecon sentenze che vanno da sei a nove anni di carcere. Molti giornalisti, specialmente nella capitale e nel Sud del Paese, dicono di essere ancora soggetti a pressioni da parte di gruppi mafiosi e bande criminali locali”, conclude l’organizzazione per la libertà dell’informazione.

La risposta di Grillo

“Oggi ho scoperto di essere io la causa del problema di libertà di stampa in Italia. Lo afferma il rapporto di Reporters Sans Frontieres appena pubblicato. Mi ha aperto gli occhi. Io pensavo che fosse perché i partiti politici con la lottizzazione si sono mangiati la Rai piazzando i loro uomini nel management e nei telegiornali e dicendo loro che cosa dire e che cosa non dire”. Così Beppe Grillo sul suo blog, replicando all’ultimo rapporto di Reporter senza frontiere.

“Pensavo che fosse per i giornalisti cacciati dai programmi Rai o per le minacce del partito di governo a quelli che sono indipendenti, come Report. Pensavo che fosse perché in Italia non ci sono editori puri e metà delle tv generaliste le controlla il capo di Forza Italia e perché la tessera numero uno del Pd controlla il secondo giornale più  diffuso in Italia. No – prosegue sarcastico il leader M5S – la colpa èmia”.

“Se i Tg e i giornali non vi danno le notizie o vi danno notizie false o vi danno notizie non verificate è perché hanno paura di me. Reporter Senza Frontiere dice che diffondo ‘l’identità’ dei ‘giornalisti
sgraditi’. Forse non sono stati informati bene dai direttori dei  giornali italiani che li hanno contattati per cambiare la classifica (vi hanno contattato, vero?). Non viene pubblicata l’identità dei
giornalisti sgraditi, viene smentita la balla che diffondono o viene risposto alle loro offese gratuite”, puntualizza Grillo.

“Poi – prosegue il garante del Movimento – ci sono centinaia di denunce di bufale generiche e di censure più o meno velate. Ma cari reporter senza frontiere, denunciare un fatto (l’oggettiva inesistenza di libertà di stampa) e chiedere smentita alle notizie false non può essere considerata un’intimidazione”.”Noi ci battiamo per un’informazione libera, indipendente e accessibile a tutti come ci ha riconosciuto Julian Assange, intervenuto a Italia 5 Stelle a Palermo: ‘Avete ottenuto un risultato straordinario, squarciando il velo dei filtri, che sono molto forti in Italia, della vecchia stampa mainstream corrotta. Penso che questo siaprobabilmente il vostro successo più importante’”, aggiunge Grillo.

“Ma anche Assange ha preso un abbaglio. La colpa di questo sistema informativo marcio è mia. In un Paese in cui un ex premier condannato tiene in mano tre televisioni da oltre 20 anni, dove molti giornali nazionali sono amministrati da editori impuri iscritti a partiti politici o, peggio ancora, dove alcuni quotidiani sono persino proprietà diretta di partiti politici – conclude – il problema sono io, che scrivo su un blog. Ma… sarà”.