27 aprile 2017 | 11:39

I libri al centro della strategia di crescita di Mondadori. Marina Berlusconi al ‘Corriere della Sera’: una tecnologia nata migliaia di anni fa che conserva ancora tutta la sua freschezza e modernità

“I libri incidono per il 70 per cento sui margini e nella nostra strategia hanno un ruolo centrale, l’acquisizione della Rizzoli lo conferma”. Così Marina Berlusconi, presidente di Mondadori, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ nella giornata in cui l’assemblea deve approvare quello che lei stessa definisce il “bilancio della svolta”, quello del ritorno all’utile (+22,5 milioni) e dall’indebitamento ridotto a 100 milioni.

Marina Berlusconi, presidente del Gruppo Mondadori, ed Enrico Selva Coddè, amministratore delegato area trade di Mondadori Libri, in uno degli stand del gruppo Mondadori a Tempo di Libri.

“Nel 2016 i ricavi, con l’acquisizione di Rizzoli, innanzitutto, e di Banzai, sono tornati a salire”, ricorda Marina Berlusconi, “in tre anni i margini sono raddoppiati”.

“Pur essendo il media più vecchio”, il libro “ha oltre duemila anni di vita, mantiene una attualità stupefacente”. Una “tecnologia nata migliaia di anni fa che conserva ancora tutta la sua freschezza e modernità”.

“La metà circa dei nostri ricavi è rappresentata dai periodici e questo certo non lo dimentichiamo”, prosegue la presidente di Mondadori, ma “se pensiamo alla crescita, e ci stiamo pensando visto che esistono tutte le condizioni necessarie, al primo posto vengono i libri. Ovviamente non in Italia, non ci sarebbe peraltro consentito. Ci stiamo guardando attorno“.

Dietro i conti in rosso di Mediaset, invece, “c’è un nome e un cognome: Vincent Bollorè. Senza il voltafaccia di Vivendi, Mediaset avrebbe chiuso il 2016 in pareggio, un risultato buono vista la debolezza del quadro generale. E comunque già quest’anno tornerà in utile”. Bolloré, secondo Berlusconi, “dovrebbe risarcirci degli enormi danni che ci ha procurato”. L’Agcom, peraltro, ricorda, “ha sancito che la posizione di Vivendi è illegale: il problema ora è tutto suo”.

La vendita del Milan, infine, “ha rappresentato una sconfitta per tutti”, ma “non si poteva fare altrimenti”, e comunque “l’impatto positivo della vendita sui conti, tra l’incasso e gli esborsi annui che non dovremo più sostenere, è davvero rilevante”.