27 aprile 2017 | 18:12

Per Mondadori possibili altre acquisizioni, dice l’ad Ernesto Mauri: chi opera nel nostro settore ha il dovere di guardare all’estero per poter crescere. Nel primo trimestre conti in linea con la guidance e raccolta pubblicitaria in Italia a +8%

“Per chiunque operi nei nostri settori – libri e periodici – che sono calanti abbiamo il dovere, se non vogliamo scendere, di guardarci intorno nei Paesi e nei settori dove operiamo per poter crescere”. Ad affermarlo l’amministratore delegato di Mondadori, Ernesto Mauri, nel corso dell’assemblea degli azionisti della casa editrice di Segrate per l’approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2016.

“Non dobbiamo perdere nessuna opportunità sia per svilupparci all’estero e sia nel digitale dove siamo ancora piccoli e pensare a operazioni di consolidamento”, ha specificato il manager, ribadendo la necessità di “guardare all’estero”. “Nel settore dei libri con l’acquisizione di Rizzoli abbiamo aperto una finestra sul mercato americano. Adesso siamo presenti sul mercato italiano, francese e americano”.

Al momento “non ci sono operazioni in vista”, ma “Mondadori non vuole fermarsi dove è arrivata”. “Stiamo guardando attentamente ogni singolo segmento dove operiamo”, ha aggiunto il manager, confermando che “nel primo trimestre l’andamento è in linea con la guidance, quindi positivo” e stimando l’apertura “di 115-120 nuovi punti vendita nei prossimi 3 anni”.

Nella foto, Marina Berlusconi ed Ernesto Mauri, rispettivamente presidente e ad di Mondadori

Con l’esercizio in corso, ha affermato ancora Mauri, dopo 7 anni Mondadori potrebbe tornare al dividendo. “Per il 2017 prevediamo una crescita dell’utile netto intorno al 30%, e c’è tutto lo spazio per distribuire il dividendo, ma la scelta dipenderà ovviamente dall’azionista”. In ogni caso, ha aggiunto “ci sono tutte le condizioni”.

Parlando più nello specifico dei conti del primo trimestre 2017, Mauri ha poi spiegato che il gruppo editoriale ha registra una crescita della raccolta pubblicitaria in Italia di circa l’8%, specificando che il risultato combina un calo nel cartaceo in linea con il mercato e un forte aumento nel digitale. Complessivamente in calo la raccolta pubblicitaria delle testate del gruppo in Francia, per un risultato negativo sia nel “print” sia nel digitale. E’ comunque al paese transalpino che da Mondadori guardano maggiormente per possibili acquisizioni all’estero, specie nel settore dei periodici.

Mauri ha espresso particolare soddisfazione per i risultati del lancio della testata cartacea di ‘Giallo zafferano’. “E’ la prima volta che il primo numero di un prodotto va in utile: abbiamo 200 mila copie in autonomia più altre 200 mila in allegato ad altre testate”, ha concluso.

Nel corso dell’assemblea è stata anche approvata l’introduzione del voto maggioritario. “Non c’era alcun bisogno di blindarsi. Noi potevamo contare già prima su una maggioranza assoluta e quindi non c’è nessuna volontà di blindatura”, il commento della presidente Marina Berlusconi. “Scegliamo il voto maggiorato perché riteniamo che sia giusto favorire una logica di investimento di lungo periodo anche per dare al management la flessibilità di fare scelte e di perseguire obiettivi anche di medio e lungo periodo in totale serenità”, specificando: “riteniamo che la stabilità dell’azionariato sia un fatto positivo e un valore per la società”. Sulla possibilità di introdurre il voto maggiorato anche in Mediaset, Marina Berlusconi ha dichiarato che “su questo non ho una risposta, vedremo”.

Interpellata anche in merito alla vicenda che contrappone Mediaset ai francesi di Vivendi, la presidente della holding della famiglia Berlusconi ha ribadito che tra le parti non c’è nessun contatto. “Il problema è tutto loro e i francesi possono dire quello che vogliono: noi chiediamo solo che vengano rispettati gli impegni che si sono assunti e che ci venga risarcito il danno enorme che ci hanno provocato”. “Sono i fatti che contano e i fatti sono che esiste un contratto vincolante che loro non hanno rispettato”, ha aggiunto, ricordando la richiesta danni di quasi due miliardi avanzata da Finivest, l’esposto presentato alla Procura della Repubblica “che ha dato luogo all’avvio di un’indagine”, e il provvedimento dell’Agcom “che ha stabilito che la posizione dei francesi è illegale”.

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