Protagonisti del mese

28 aprile 2017 | 9:49

Scrivere, che fortuna!

Al Fatto giocava da esterno di lusso, adesso al Messaggero farà il regista del nuovo inserto di cultura e spettacoli. Lui, Malcom Pagani, figlio di Barbara Alberti e del produttore Amedeo, cresciuto a pane e calcio, ha trovato la sua strada raccontando di sport, ma il suo timbro di fabbrica sono le interviste. Ora promette “pasta fatta in casa”, ovvero un racconto popolare e molto romano della vita culturale e calcio, ha trovato la sua strada raccontando di sport, ma il suo timbro di fabbrica sono le interviste. Ora promette “pasta fatta in casa”, ovvero un racconto popolare e molto romano della vita culturale

Mia Ceran e Malcom Pagani

“Attento Malcom, stai facendo un grosso errore”. Marco Travaglio non è tipo da digerire facilmente un rospo come questo. E un proprio redattore che gli dice “Caro direttore, me ne vado in un altro giornale” è più di un rospo: è un coccodrillo. “Dove vai?”. “Al Messaggero”. “Al Messaggero! Cosa vai a fare in un giornale come Il Messaggero?”. “A guidare un inserto quotidiano di cultura e spettacoli”. “Ti danno bei soldi? Lasciami due giorni di tempo per controbattere”. “Non sono venuto da te per trattare, sono venuto per informarti”. “Allora buona fortuna”, ha troncato Travaglio ingrugnito. Giorno complicato quello all’inizio del febbraio scorso per Malcom Pagani, che subito dopo è corso a Via del Tritone per firmare il contratto con Azzurra Caltagirone. Con un po’ di magone, ma anche tanta adrenalina che tornava a salire dopo una lunga parentesi da ‘esterno’ di lusso al Fatto Quotidiano. Cinque anni fa aveva di nuovo ceduto alla corte di Antonio Padellaro, ma a una irrevocabile condizione.
Era la vigilia di Natale del 2010, chiusi nell’auto paralizzata dal traffico romano, Malcom e la sua bambina di 4 anni stavano sbuffando quando Giulia gli piantò un coltello nel petto: “Papà, tu pensi solo a mangiare, fumare e leggere giornali”. Traduzione: che padre sei, non ti vedo mai!

Pochi mesi dopo, rispondendo alla chiamata di Padellaro, il cuore di Pagani stava ancora sanguinando. “Ok, ma niente redazione”. Si accordarono su un articolo 2 di collaborazione esterna: interviste, inchieste, recensioni, corsivetti. Ma scrivendo da casa o qualsiasi altro posto avesse scelto.
Adesso deve ricominciare: orari, scrivania, riunioni, titoli. Convinto da Virman Cusenza che cercava qualcuno in grado di accorpare i settori della cultura e dello spettacolo e farne un inserto trainante del quotidiano romano. Giulia è ormai cresciuta e, dopo il lungo letargo, la voglia di ricominciare a fare il giornalista a tutto campo si è risvegliata. E poi – chissà – al feeling immediato potrebbe avere contribuito una certa armonia fra nomi alquanto originali. Virman e Malcom.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 482 – Aprile 2017

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