02 maggio 2017 | 15:06

E’ morto Valentino Parlato. Nel 1969 fu tra i fondatori del ‘Manifesto’

È morto Valentino Parlato. Nato a Tripoli, in Libia, il 7 febbraio 1931, Parlato è stato tra i fondatori del ‘Manifesto’, ricoprendo più volte la carica di direttore del giornale e presidente della cooperativa editrice.

Di origini siciliane, fumatore accanito – nelle foto che lo ritraggono nella redazione del Manifesto è sempre circondato da una nuvola di fumo – dopo gli inizi all’Unità e poi a Rinascita cominciò nel ’69 la sua avventura nel Manifesto, sin dal primo numero con Luigi Pintor, Aldo Natoli, Luciana Castellina e Ninetta Zandegiacomi. Ne è stato direttore, spesso anzi condirettore secondo l’abitudine del Manifesto, molte volte tra il 1975 e il 2010 (nello specifico dal 19 settembre 1975 al 30 novembre 1985; dal primo gennaio 1988 al 30 luglio del 1990 e infine dal primo ottobre 1995 al 30 marzo 1998).

Valentino Parlato (foto Olycom)

Nel 2012 è stato l’ultimo dei fondatori a lasciare il giornale-partito, al quale ha dedicato due libri: ‘Se trentacinque anni vi sembrano pochi’ (Rizzoli 2006) e ‘La rivoluzione non russa. Quaranta anni di storia del manifesto’ (Manni).

“Comunista per tutta la vita, ha militato nel Pci fino alla radiazione, lavorato a Rinascita, fondato e difeso il manifesto in tutta la sua lunga storia” le parole con cui il giornale ha ricordato Parlato in un post sul suo sito, mettendo a disposizione degli utenti anche una raccolta dei suoi articoli, dal 2013 a oggi.

Tra i vari messaggi di cordoglio giunti da diversi esponenti politici, anche quello del ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, che ha definito Parlato un “vero intellettuale e grande giornalista che nel corso della sua vita ha fatto del giornalismo indipendente il cuore pulsante del Manifesto”, e del presidente del Senato, Pietro Grasso che lo ha descritto come “una voce libera e autorevole”.