03 maggio 2017 | 15:18

Concerto finale diretto da Riccardo Muti per la 60a edizione del Festival di Spoleto. Carla Fendi: sarà un’edizione speciale

di Claudio Sonzogno – Se il successo dell’edizione per il 60mo compleanno del Festival di Spoleto si dovesse misurare dalla straordinaria affluenza alla conferenza stampa al Mibact per la presentazione non ci sarebbero dubbi. Alla portineria del Ministero dei Beni Culturali si è infatti formata una lunghissima coda per il tutto esaurito nel grande salone che ospita gli eventi. Giorgio Ferrara e Carla Fendi, protagonisti dell’eccezionale rilancio della manifestazione spoletina negli ultimi anni, sono stati circondati da un pubblico entusiasta di attori, giornalisti, registi, protagonisti e non di questa edizione.

“Sarà speciale”, ha detto a ‘Prima’ Carla Fendi che al “Caio Melisso”, da lei straordinariamente restaurato, presenterà un grande evento: la mostra “Genesi e Apocalisse”. Il senso dell’esistenza umana come dialettica quotidiana della nostra vita. L’origine delle cose, la loro fine, ma anche insieme il loro inizio, saranno raccontati dalle suggestioni materiche di Sandro Chia (la Genesi) e dall’originalità creativa del regista Peter Greenaway (l’Apocalisse) , e commentate dal filosofo Massimo Cacciari e dallo scrittore Erri De Luca.

Da sinistra: Carla Fendi, Giorgio Ferrara e Ilaria Borletti Buitoni

Ma secondo Giorgio Ferrara, direttore del Festival, la “candelina” di questo importante compleanno sarà senza dubbio Riccardo Muti, che dirige per la prima volta sul Palco di Piazza Duomo l’Orchestra giovanile da lui fondata e formata da giovani artisti, selezionati fra 600 strumentisti provenienti da tutte le regioni italiane.

Il sottosegretario del Mibact, Ilaria Borletti Buitoni, nel presentare la 60 ma edizione, ha sottolineato la capacità di Ferrara in questi ultimi anni di riuscire a presentare un ricco repertorio classico, alternato a specialità contemporanee, capaci di offrire un’offerta culturale di alta qualità e di altrettanto interesse per il vasto pubblico.

Cosi per questa 60ma edizione si passa dal “Don Giovanni” di Mozart , che conclude la trilogia Mozart/Da Ponte, a “La paranza dei bambini” di Roberto Saviano e Marco Gelardi, al regista teatrale cinese Meng Jinghui che rende omaggio a Dario Fo, mettendo in scena ‘’Aveva due pistole con gli occhi neri’’ in cinese. Insieme a ‘’L’eterno incanto di Venere’’ di e con Corrado Augias che cercherà di spiegare come nei secoli la nudità si sia affrancata dai pretesti della sua rappresentazione, al Festival torna il ballerino Roberto Bolle affiancato da alcuni tra i più importanti nomi del panorama tersicoreo internazionale. Infine Fiorella Mannoia, accompagnata dalla sua band, regalerà al pubblico le note dei suo ultimo album ‘’Combattente’’.

Non c’è che dire, davvero un Festival per tutti i gusti, con una straordinario numero di sponsor e mecenati. Come se nessuno volesse restare fuori ai 17 giorni di grande spettacolo dal 30 al 16 luglio con 90 titoli e 174 aperture di sipario per opera, danza, musica, teatro, mostre ed eventi vari, coi quali si punta a battere il record delle 80.000 presenze dello scorso anno.