04 maggio 2017 | 18:02

Ruolo centrale per Telecom Italia nei progetti di Vivendi, dice de Puyfontaine all’assemblea per il rinnovo del board della telco. L’ad Cattaneo: in futuro focus su convergenza e contenuti, con co-produzioni anche internazionali per Tim Vision

“No, non possiamo dire che è tempo di bilanci e tanto meno possiamo parlare di chiusura di un ciclo perchè in realtà questo nuovo ciclo in cui siamo tornati ad essere protagonisti è appena iniziato”. Il presidente di Telecom Italia Giuseppe Recchi ha aperto con queste parole l’assemblea dei soci chiamata a nominare il nuovo cda. Recchi, che oggi chiude il suo mandato da presidente ha rimarcato in particolare il “cambio di rotta impresso a marzo dell’anno scorso. “Più che i risultati tangibili in questi primi 12 mesi, l’elemento importante è la direzione che abbiamo intrapreso: oggi siamo un gruppo in crescita”. “Rimuovere inefficienze non significa togliere risorse ma impiegarle meglio e concentrarle dove è più importante e al contrario ci ha permesso di rilanciare ancora di più sugli investimenti”, ha spiegato ancora il manager, il cui nome è inserito nella lista presentata da Vivendi, azionista di maggioranza della telco.

“Abbiamo ribaltato la mentalità dell’incumbent e giocato in attacco sul commerciale”, ha invece detto l’ad Flavio Cattaneo ricordando ai soci in assemblea i risultati ottenuti negli ultimi 12 mesi. E’ stato uno dei capisaldi della sua strategia insieme all’aver “ristabilito il focus sul core business, da qui la razionalizazione delle attività” con tagli nei costi dove gli investimenti non erano necessari per esempio nell’immobiliare.

“Abbiamo ristabilito numeri positivi sia nel mobile che nel fisso e soprattutto nella fibra”. “Le possibili minacce le abbiamo ribaltate in opportunità”, ha aggiunto ancora Cattaneo riferendosi alla competizione con altri operatori “salvaguardando il perimetro occupazionale”. “Quando Iliad è andata all’estero, non ha avuto grande successo. Tuttavia, noi non prendiamo sotto gamba nessuno: rispettiamo gli altri e rispettiamo noi stessi”, di conseguenza, quando nei prossimi mesi la compagnia low cost di Xavier Niel sbarcherà in Italia “ci faremo trovare pronti”.

“I numeri sono importanti, ma i numeri sono il risultato di un processo. Se i processi funzionano arriveranno i numeri”. Nota dolente l’andamento del titolo in Borsa, “crediamo nostra attività riuscirà a creare valore anche dal punto di vista delle azioni, oggi i target price sono migliorati ma certo dobbiamo recuperare (nelle quotazioni) come ha già fatto Inwit, così come il Brasile, dove il titolo ha guadagnato oltre il 30% in un anno”.

Parlando dei progetti futuri il manager ha aggiunto: “A fine 2019 la copertura arriverà al 99%, grazie anche a tecnologie wireless. Rafforzeremo la leadership nell’innovazione tecnologica con la sperimentazione 5G e la partecipazione ad importanti programmi per la creazione dell’ecosistema. Particolare focus sarà posto sulla convergenza e i contenuti, grazie anche all’avvio di co-produzioni nazionali e internazionali attraverso TIMvision. Si punta sempre più sulla diffusione di servizi e contenuti digitali premium, anche esclusivi”.  ”Tim sta rispettando il contratto con Mediaset per distribuire Premium online: sono in corso tavoli di lavoro per rivedere aspetti commerciali per far crescere i risultati”, ha aggiunto poi.

Nella foto: Giuseppe Recchi, Flavio Cattaneo e Arnaud de Puyfontaine

Tra gli interventi, anche quello, tutto in italiano, di Arnaud de Puyfontaine, vice presidente della telco. “Vivendi considera Telecom un elemento chiave nella distribuzione e gioca un ruolo fondamentale nel suo ambizioso progetto di diventare un creatore mondiale di contenuti premium, ragione per la quale Vivendi è diventato il primo azionista di Telecom”, ha spiegato il manager che nella media company transalpina ricopre la carica di amministratore deleato.

“Il meglio deve ancora venire”, ha ribadito il manager, ripetendo la stessa frase che aveva usato proprio durante l’assemblea di Vivendi di fine aprile. “Vivendi scommette sulla cultura europea e latina per proporre un’alternativa ai player anglosassoni” e, ha spiegato ancora, “l’insieme formato da Telecom e Vivendi disporrà così di una massa critica per cogliere le opportunità ma anche per affrontare serenamente le sfide legate agli importanti cambiamento delle Telecom e l’arrivo di un nuovo player”. “L’azionariato disgregato ha esposto Telecom alle mire speculative di azionisti opportunisti con Vivendi invece si dota di un’azionista di riferimento e di un progetto di lungo termine destinato a riportarla in posizione di leadership”, ha concluso, invitando di nuovo al voto per la lista di maggioranza.

Sul rapporto con la media company francese Recchi ha specificato: “Tra Tim e Vivendi non sono previste operazioni di fusione”.