05 maggio 2017 | 17:30

Decade l’ipotesi di sfiducia a Campo Dall’Orto, ma la frattura col Cda resta. Ancora fumata nera sul piano dell’Informazione. TUTTO SUL DELICATO CDA RAI DI IERI

Anna Rotili – “E’ stato un Consiglio rigoroso e severo, attento soprattutto alla reputazione della Rai e alla salvaguardia del suo valore che viene prima di tutto e di tutti noi”, dichiara frettolosamente il consigliere Franco Siddi al termine del lunghissimo Cda che si è svolto ieri a viale Mazzini. Non ci sono state congiure e sembra decaduta l’ipotesi della sfiducia al dg Antonio Campo Dall’Orto con cui però non sembra risanata le frattura, mentre è ancora fumata nera sul piano dell’Informazione.
Una seduta fiume in cui si sono prese poche decisioni ma in cui si è discusso a lungo di delicate questioni amministrative, a partire dalla vicenda dell’ Anac di cui il Cda ha finalmente ottenuto tutta la documentazione sulle assunzioni contestate dalla Autorità anticorruzione (e su cui la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta), richiesta formalmente con due lettere distinte firmate dai consiglieri Rita Borioni e Siddi e Giancarlo Mazzucca.


I consiglieri hanno voluto conoscere tutti i problemi irrisolti della vicenda dopo l’affondo del presidente dell’Anac Raffaele Cantone che durante Faccia a faccia di Giovanni Minoli ha parlato della Rai “ come del suo più grande insuccesso”. Campo Dall’Orto ha però per il momento tamponato la bufera incontrando Cantone con la presidente Monica Maggioni. Nel colloquio ‘proficuo e chiarificatore’ Cantone ha chiesto un’ ulteriore documentazione che il dg gli invierà al più presto dopo averla condivisa col Cda.
Della dozzina di nomine prese di mira dall’Anac la più controversa è quella del capo della Sicurezza Genseric Cantournet scelto dalla società di cacciatori di teste di cui è socio il padre. Nello spirito di riconciliazione con Anac Campo Dall’Orto trasmetterà tutti gli atti relativi alla procedura di selezione di Cantournet e nel frattempo acquisirà altri pareri legali. Anche se il Cda ha chiesto al dg di arrivare rapidamente ad una soluzione il caso è tutt’altro che chiuso e se ne riparlerà al prossimo cda del 22 maggio.
L’altro tema che è stato molto dibattuto ha riguardato le 244 prime utilizzazioni, cioè i contratti di lavoro autonomo che determinano l’apertura di una nuova ‘matricola’ Rai, di cui il dg ha fornito l’ elenco. L’anno scorso ne sono state fatte in una quantità sensibilmente più alta nel raffronto con l’ultimo triennio (nel 2015 erano , per esempio, 109). Troppe secondo il Cda che ha chiesto rigore richiamando a criteri di responsabilizzazione e di trasparenza anche le direzioni editoriali.
Tensioni sono nate sul piano dell’informazione: Campo dall’Orto a quanto sarebbe per una condivisione con il Cda una ‘condivisione’ di quello che considera il suo piano conclusivo. L’idea del dg sarebbe la newroom Italia dedicata alla cosiddetta informazione di flusso in cui far convergere l’allnews Rai News 24, e il nuovo portale che sta progettando Milena Gabanelli. In prospettiva nella news room dovrebbe entrarne a far parte anche la Tgr.
Tempi e modalità degli accorpamenti non sono indicati anche perché l’urgenza di Campo dall’Orto è il digital first. In altre parole far partire subito il portale informativo su cui la Rai effettivamente deve recuperare un forte ritardo.
Si è accesa subito la discussione. Pare che sulle prime Carlo Freccero, il consigliere indicato dai 5 stelle, sia partito in quarta proponendo di formalizzare la nomina a direttore della Gabanelli che è attualmente vicedirettore. Poi si è ragionato: si può nominare un direttore senza aver valutato se sia il caso di creare una nuova testata? Questa è la questione aperta su cui il Cda vuole un approfondimento.
A questo punto è stata sospesa la riunione per il tempo di trovare una posizione comune. Si è spiegato a Freccero che non c’è ostilità né prevenzione ideologica nei confronti della Gabanelli, ma che il punto è capire come creare un grande portale informativo all’interno di una riorganizzazione delle testate anche in una logica di razionalizzazione e di efficienza.
Per quanto riguarda i vertici di Rai Com si proseguirà in prorogatio. Per le forti obiezioni di Paolo Messa e Siddi il direttore generale ha ritirato le nomine alla consociata delle vendite dove voleva nominare come ad Gian Paolo Tagliavia e come presidente Francesco Pionati.