05 maggio 2017 | 16:48

Il problema delle fake news è colossale, dice il presidente Agcom Cardani: abbiamo strumenti modesti, spingiamo a discussione. La questione Vivendi? Con i francesi contatti tecnici

Il problema delle fake news è “colossale” perché hanno “una produttività altissima anche se negativa” e perché “hanno aumentato il raggio d’azione dall’influenza sulle elezioni a questioni di sicurezza nazionale”. A dirlo il presidente dell’Agcom Angelo Marcello Cardani, a margine di un convegno sulle fake news a Milano. Per Cardani, “c’è un problema strutturale: i social network stanno diventando i principali distributori di informazione, peccato che procedano senza la responsabilità editoriale che invece caratterizza gli organi tradizionali di stampa, che peraltro attraversano una crisi gravissima”.

Gli strumenti a disposizione di Agcom per arginare questo fenomeno “sono molto modesti”, ma “il problema delle fake news non è più ignorabile” secondo Cardani. “L’unica cosa che possiamo fare in assenza di strumenti legislativi nei quali io credo relativamente poco, è spingere sempre più alla discussione, e cioè portare gli stakeholders, dalle associazioni dei consumatori a social network alla stampa, attorno a un tavolo per parlarsi”.

Il presidente Agcom, Angelo Marcello Cardani (foto Olycom)

Cardani è poi intervenuto anche sul tema Vivendi, con i contatti con la media company francese che “proseguono”. “Sono in contatto tecnico i loro uffici con i miei. E so solo questo. In realtà, poi gli uffici non mi raccontano tutti i giorni che cosa succede. Però so che c’è un contatto tecnico in corso e procede”. Secondo il presidente Agcom la vittoria di misura della lista Vivendi in assemblea di Telecom di ieri “non cambia moltissimo, nel senso che nella nostra decisione si ipotizzava un controllo. Io adesso devo ancora esaminare le carte, quindi, non sono in grado di dire niente di più. Se c’è stata quella che lei definisce una vittoria – risponde alla domanda – evidentemente quel controllo non è solo ipotizzabile ma anche concreto”. Per quanto riguarda il futuro della governance di Telecom, “sono oggettivamente fatti di Telecom sui quali si immagini se un regolatore può intervenire e dare una sua opinione”, ha concluso Cardani.