08 maggio 2017 | 16:52

Nessuna intenzione di fare aumenti di capitale o di cedere La7, dice Urbano Cairo all’assemblea del gruppo per la nomina del nuovo Cda. Il debito di Rcs? Non abbiamo ancora aperto un tavolo con le banche, ma in modo informale ne abbiamo parlato

L’assemblea di Cairo Cammunication ha eletto il nuovo Cda del gruppo che passa da 10 a 11 componenti, tra i quali anche il direttore finanziario di Salini Impregilo, Massimo Ferrari. La lista presentata dalla famiglia Cairo prevede altri due nuovi ingressi: Daniela Bartoli e Maria Caramazza, mentre la lista dei fondi prevede l’ingresso di Giuseppe Brambilla.

Rispondendo alle domande degli azionisti, il confermato presidente Urbano Cairo ha chiarito che “non vi è nessuna intenzione di pensare a un aumento di capitale, non ne abbiamo intenzione”, così come ha confermato che non vi è alcun progetto o ipotesi di cessione di La7.

L’emittente, ha spiegato Cairo, nel 2016 ha registrato un incremento della raccolta pubblicità “di poco meno del 2% e nel finale dell’anno un aumento degli ascolti eccellente: quest’anno nei primi 4 mesi e mezzo si è mantenuta sugli stessi livelli anzi aumentando gli ascolti dell’1% scarso”. “Sono ottimista perchè stiamo lavorando al palinsesto autunnale e non sono ancora iniziate le sinergie con Rcs e il Corriere della Sera”, ha aggiunto dicendo di apprezzare poi anche i numeri di La7D, una rete che registra lo 0,5% di ascolti “e raccoglie 18 milioni di euro, non male” ha commentato.

Urbano Cairo (foto Olycom)

Cairo ha poi aggiunto: “la nostra intenzione è di poter ripristinare” il dividendo come negli anni precedenti, “anche se non so tempi e livelli”. “Ricordo che per l’Opas su Rcs c’è stato un esborso di 78 milioni”, ha detto poi rispondendo agli azionisti “anche se assistiti dal revolving di Banca Intesa”.

“Non abbiamo ancora aperto un tavolo, ma in modo informale ne abbiamo parlato, e’ una cosa in fieri. Tra l’altro il risultato dell’ebitda e il calo dell’indebitamento sono stati meglio del previsto e, grazie ad un miglior rapporto fra ebitda e indebitamento, a partire da luglio il tasso scenderà dello 0,5%”, ha riferito poi l’editore parlando della rinegoziazione con le banche per Rcs (che a fine 2016 ammontava a 366 milioni di euro), che attualmente evidenzia un costo medio del 4,66%. Il presidente e ad del gruppo editoriale ha poi confermato che l’ex ad Laura Cioli, ha chiuso il rapporto con la casa editrice con un totale di 3,75 milioni di ‘liquidazione’ “secondo il contratto”.