09 maggio 2017 | 8:49

L’industria del tabacco contro il contrabbando di sigarette. Lo studio dell’Università di Trento sarà presentato mercoledì a Roma

di Daniele Scalise – Il contrabbando oltre a rappresentare un danno di preoccupanti dimensioni per l’erario dello Stato italiano è anche una delle forme più insidiose di finanziamento del terrorismo mondiale. A provarlo è uno studio intitolato ‘L’Italia del contrabbando di sigarette’ e curato dall’Università degli Studi di Trento che verrà presentato a Roma mercoledì 10 maggio (Società Geografica Italiana, Palazzetto Mattei in Villa Celimontana, via della Navicella 12 alle ore 9.30).

British American Tobacco, una delle maggiori aziende internazionali produttrici di sigarette, ha voluto contribuire a questo progetto di studio a conferma della propria determinazione a contrastare questa attività criminosa che negli ultimi anni ha assunto una fisionomia se possibile ancor più inquietante e pericolosa.

A parlare nell’incontro romano vi sono nomi autorevoli come quello di Giovanni Russo, procuratore aggiunto della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Andrea Di Nicola, socio fondatore di Intellegit (Turning Science into Intelligence, la start up dell’Università di Trento che ha come scopo quello di trasformare il sapere accademico in soluzioni per la sicurezza), Enrico Mario Ambrosetti, professore di diritto penale, il generale Stefano Screpanti che guida il III Reparto Operazioni del Comando Generale della Guardia di Finanza, l’ambasciatore Alessandro Minuto Rizzo, presidente NATO Defense College Foundation e l’on Stefano Dambruoso, deputato e questore della Camera dei Deputati.

Senza Titolo, 1970 – Pier Paolo Calzolari – Credit Foto Musacchio Ianniello, courtesy Fondazione MAXXI

Ed è sempre di BAT l’iniziativa che prevede il sostegno del Museo MAXXI di Roma nel progetto “Re-evolution” con l’adozione dell’opera dell’artista Pier Paolo Calzolari, “Senza Titolo, 1970”, realizzata con foglie di tabacco. BAT intende così riaffermare l’impegno nei confronti del nostro Paese e dell’industria del tabacco, da sempre eccellenza del settore agricolo italiano. Tra i maggiori esponenti dell’Arte Povera, il movimento teorizzato da Germano Celant nel 1967, Pier Paolo Calzolari ha sviluppato una riflessione incentrata su un uso attento e sistematico di materiali eterogenei e solitamente estranei al linguaggio dell’arte come il ghiaccio, il vapore, il piombo, la cera, il muschio, le foglie, gli animali, il neon.