Le fake news possono alterare l’assetto democratico in un paese, dice la presidente della Camera, Boldrini. Le iniziative contro le bufale non sono una censura: accendiamo i riflettori su una deformazione intollerabile

“Le bufale non sono goliardate ma sono costruite a tavolino e possono arrivare ad alterare anche l’assetto democratico. Non dobbiamo dimenticare che dietro a tutto questo c’è chi si arricchisce, chi le manda in giro vuole delegittimare l’avversario o creare caos e tutto questo non può essere tollerato”. La presidente della Camera Laura Boldrini nel corso del suo intervento al convegno ‘#SocialCom17. La Comunicazione al Tempo dei Social. Verità, post-verità, alternative facts. Lo storytelling diviene realtà?’, ha parlato ancora una volta delle fake news e delle ripercussioni che possono avere sulla vita politica di un Paese.

Laura Boldrini (foto Olycom)

Secondo Boldrini è un “dovere unire le forze” per arginare il fenomeno. “Scuola, informazione, imprese e social network, ognuno ha un pezzo di responsabilità”, ha spiegato, ricordando il lavoro fatto in questi anni più in generale sul fronte del digitale, a cominciare dall’istituzione di una commissione Internet che “per la prima volta” nella storia del Parlamento “va nelle scuole per fare formazione a insegnanti e studenti”, ma anche l’avvio di “un’indagine conoscitiva su come nascono le false notizie in Italia e come si diffondono”.

La presidente della Camera ha voluto ribadire come tutto ciò sia lontano dalla “censura”. “Nessuna delle iniziative da me intraprese è mai andata in quella direzione”. “Censura”, ha concluso, “sarebbe nascondere un problema così serio come quello della disinformazione, non metterlo in evidenza come stiamo facendo con le nostre iniziative. Noi facciamo l’operazione opposta, accendiamo i riflettori su una deformazione intollerabile”.

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