10 maggio 2017 | 15:53

“La riforma avviata dall’Inpgi è in grado di invertire la dinamica di squilibrio”, dice la presidente Marina Macelloni

“Da molto tempo circolano notizie non sempre corrette sull’Inpgi, su cui pesa la crisi del settore editoria, una crisi strutturale e riconosciuta anche dal governo, che ha ritenuto d’intervenire con la riforma della legge 416. L’Istituto e’ in costante perdita di iscritti, di posti di lavoro: solo nel 2016 ne abbiamo persi 800, nel 2015 poco meno di mille, ma il trend va avanti da anni, quindi con una perdita di contributi, ovvero di ricavi, e l’incremento dei costi per le prestazioni”. Cosi’ la presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni, in audizione informale presso la commissione Lavoro della Camera.

Marina Macelloni

“Tutto questo ha comportato uno sbilancio della gestione previdenziale di 114 milioni nel 2016, in linea con il 2015. E’ da diversi anni che assistiamo a questo fenomeno”, ha aggiunto. “Sia il Cda attuale che quello precedente sono intervenuti per correggere questa situazione; nel 2015 c’e’ stata una prima riforma, parzialmente approvata dai ministeri, che ha comportato un aumento delle aliquote contribuite, con aumento dei contributi di 15 milioni, mentre nel 2016 siamo intervenuti con una riforma importante e innovativa per la categoria, sull’equiparazione dei trattamenti della categoria a quelli del sistema generale”. Questa misura “ha innalzato i requisiti di accesso alla pensione, portandoli allo stesso livello generale e ha introdotto il sistema di calcolo contributivo. Oggi dunque siamo in una situazione di quasi completa comparazione. Secondo i ministeri che hanno approvato queste misure, la riforma e’ in grado di invertire la dinamica di squilibrio e questo lo dimostrano anche i bilanci attuariali”. (ITALPRESS).