10 maggio 2017 | 17:46

Dalla famiglia Agnelli ai nuovi azionisti di Rcs, senza dimenticare la gratitudine per Bazoli. Ferruccio de Bortoli in ‘Poteri forti (o quasi)’ rievoca le vicende del ‘Corriere’ e del ‘Sole 24 Ore’, i quotidiani che ha diretto. Errori? Non essermi battuto a sufficienza per Verdelli

Questa sera alle 18, al Teatro Franco Parenti di Milano, viene presentato ‘Poteri forti (o quasi). Memorie di oltre quarant’anni di giornalismo‘, il libro scritto da Ferruccio de Bortoli per La nave di Teseo, che da domani sarà nelle librerie. Vi proponiamo alcuni assaggini delle parti più legate alle vicende del ‘Corriere della Sera’ (e della sua Editrice Rcs) e del ‘Sole 24 Ore’, i quotidiani che de Bortoli ha diretto.

Ferruccio de Bortoli (Foto: Olycom)

L’affaire Recoletos: “Vicenda significativa di come funziona il potere in Italia. L’operazione si fece anche perché conveniva a qualche azionista Rcs, magari semplicemente per migliorare una relazione d’affario con gli spagnoli”…. L’allora ad di Rcs Vittorio Colao “e l’allora presidente di Rcs Guido Roberto Vitale avevano stimato Recoletos molto meno. Offrendo carta e non cash. Dunque, in Rcs e non solo, era importante esserci per contare. Per avere più voce in altre partite e nei rapporti con la politica. O per difendersi non si sa da chi. Senza sentirsi responsabili del business. … Editori preterintenzionali, insomma, Come i banchieri preterintenzionali”.

Vittorio Colao (foto Olycom)

Vittorio Colao (foto Olycom)

La proposta della presidenza Rai del 2009: “E dissi un iniziale sì convinto, Domenica 7 marzo andai a dormire ormai certo che la mattina dopo avrei detto il sì definitivo… La notte, invece, fu agitatissima. Mi sembrava di dire un addio prematuro alla professione. Non mi comportai benissimo. Avrei dovuto dire no prima. … Una figuraccia, una ritirata oltre il limite consentito”.

La copertina del libro

Gli azionisti di Rcs: “Giuseppe Rotelli, un importante imprenditore della sanità lombarda, aveva il pallino dell’editoria, e vagheggiava che una rivoluzione liberale potesse scaturire da un’eccellenza giornalistica e culturale. Si illudeva. … Non fu l’unico, tra gli azionisti, ad avere un atteggiamento rispettoso della diversità dei ruoli”.
“Con Diego Della Valle c’era e c’è maggiore confidenza che ha agevolato nel tempo scambi più dialettici. Ha perso anche lui, come gli altri, e non poco”.

Diego Della Valle (foto Olycom)

Gli errori: “Carlo Verdelli è stato ed è un grande innovatore del giornalismo. Suo il modello ‘Vanity Fair’ In Italia. Ha firmato una indimenticabile stagione della Gazzetta dello Sport’ (mitico il titolo ‘Tutto vero!’ per la vittoria ai mondiali di calcio del 2006). Tra i miei errori c’è quello di non essermi battuto nel 2003, come avrei dovuto, perché fosse lui a succedermi alla direzione del ‘Corriere’”. … “Avrei dovuto impiegare le stesse energie e la stessa determinazione che misi nel 2015 per convincere gli azionisti che la scelta migliore per la successione era Luciano Fontana, del quale sono orgoglioso di essere il predecessore”.

Carlo verdelli (foto Olycom)

Carlo verdelli (foto Olycom)

Il rapporto con Torino: “Un giorno io e Massimo Mucchetti andammo a paranzo con Marchionne a Torino, al Lingotto. … Marchionne disse a Mucchetti: “Ho contato i prezzi che ha scritto contro di me sul ‘Corriere’, sono quarantaquattro”. Imbarazzo generale, rotto dalla risata di Marchionne che poi accettò anche di farsi intervistare. La difesa delle opinioni di Mucchetti, che è stato un analista corretto e spietato, mi è costata molto nel rapporto con l’azionista torinese. Forse, persino la rottura definitiva”.

Sergio Marchionne (Foto: Olycom)

“Ho avuto un ottimo rapporto con Giovannino Agnelli, figlio di Umberto. … Era l’erede designato dell’Avvocato. Mi rammarico, invece, ma la colpa è anche mia di non essere riuscito ad avere un dialogo ugualmente intenso e franco con John Elkann, nonostante la paziente opera di mediazione di Andrea Ceccherini… Le incomprensioni, nel corso della mia seconda direzione del Corriere, sono state numerose. Io mi sono sempre opposto alla fusione, o qualche cosa di simile, con la Stampa, alla vendita del palazzo di via Solferino, alla cattiva gestione manageriale del gruppo Rcs. Qualche screzio si era avuto anche diurante la mia direzione del Sole 24 Ore, quando pubblicai una lettera della madre Margherita sullo spinoso tema dell’eredità paterna. Non gradita”.

John Elkann (Foto: Olycom)

La gratitudine per il professore: “Non potrei che avere parole positive per parlare di quello che Giovanni Bazoli ha fatto in difesa del Corriere, raccogliendo, come lui stesso ha più volte detto, un testimone ideale passatogli dall’avvocato Agnelli, sino alla scelta di appoggiare l’offerta di pubblico scambio di Urbano Cairo. In quest’opera decennale, impervia, a volte impossibile, Bazoli ha impedito che il Corriere finisse in mani berlusconiane dopo averlo salvato, insieme a quella che fu la banca di Calvi, dalle spirali massoniche e del malaffare”.

Giovanni Bazoli (Foto: Olycom)