10 maggio 2017 | 18:00

L’arrivo di Sky sul mercato cinematografico un’opportunità che spinge a essere più creativi, dice l’ad di Rai Cinema Del Brocco, in commissione di Vigilanza. Dal 2010 aumentato il budget destinato alle produzioni

La nascita di Vision Distribution, la società di distribuzione cinematografica creata nel dicembre 2016 dall’unione di Sky Italia con cinque case di produzione italiane indipendenti, “non è un problema ma un’opportunità”. A dirlo l’ad di Rai Cinema, Paolo Del Brocco, rispondendo alle domande in audizione in Commissione di Vigilanza. “Sky al momento produce fiction, non sappiano cosa succederà in futuro”, ha sottolineato, “ma la notizia non mi produce nessun fastidio”. “Se Rai Cinema fosse mia potrebbe, perché con più operatori la fetta di mercato si restringe, ma fortunatamente è una tv pubblica: se ne derivasse un miglioramento della nostra industria nazionale, sarei molto felice”.

“La Rai ha una storia consolidata che ci consente di avere vantaggio competitivo”, ha spiegato Del Brocco, proseguendo nel suo intervento. “Noi dobbiamo fare tutti i tipi di cinema, un operatore privato si orienta verso film più commerciali, quindi io non vedo un problema”. “Certo se gli investimenti di Sky andassero solo sulla produzione e meno sull’acquisizione dei diritti, questo per il sistema potrebbe essere un piccolo problema per la necessità di trovare nuove risorse”. “In ogni modo”, ha ribadito, “l’arrivo di Sky è una bella opportunità dal punto di vista del pluralismo della produzione, perché ci spinge ad essere più creativi”.

Paolo Del Brocco (Foto olycom)

Paolo Del Brocco (Foto olycom)

Del Brocco ha poi parlato di un budget per Rai Cinema che “negli ultimi anni il budget è aumentato”, specificando che “la quota dipende dai ricavi complessivi della Rai, non dal canone”. Il dirigente non ha voluto fornire i dati dettagliati sulla gestione aziendale, riservandosi di verificare prima con i legali l’eventuale sussistenza di regole di riservatezza. Del Brocco ha spiegato che negli ultimi anni il budget per la produzione cinematografica è aumentato, mentre è diminuito quello destinato agli acquisti per la televisione.

“La Rai negli ultimi anni ha ritenuto di investire di più, allargando la base produttiva del sistema”, ha precisato, sottolineando che l’incremento è iniziato dal 2010, con una riduzione delle risorse destinate alla distribuzione del cinema internazionale a vantaggio degli investimenti sul cinema italiano. “Dal 2010 ad oggi la Rai ha prodotto 400 film, con particolare attenzione alle opere prime e seconde, oltre che ai documentari”. La Rai è “contraria alla delocalizzazione” ed ha quindi sviluppato “una strategia di promozione del territorio”, ha aggiunto ancora, negando che 01 Distribution sia un monopolista. “La sua quota di mercato si attesta mediamente al 10%, mentre la leadership è di quattro aziende americane”. “01 quindi può essere considerato un baluardo per l’industria italiana”.