11 maggio 2017 | 16:46

Utile netto a 155 milioni di euro per Vivendi nel 1° trimestre 2017 (+57,2%) e fatturato a 2,6 miliardi (+6,9%). Il ceo De Puyfontaine: siamo sulla buona strada per raggiungere i nostri obiettivi. Telecom Italia? Il gruppo rimane azionista di lungo termine. Presentata un’offerta per Havas

Vivendi ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto pari a 155 milioni di euro, in crescita del 57,2% e un fatturato pari a 2,663 miliardi di euro (+6,9%). L’ebit è pari 185 mln (-52%). Lo rende noto il gruppo dopo che il Consiglio di sorveglianza ha approvato i risultati dei primi tre mesi del 2017.

Vivendi conferma i suoi obiettivi per il 2017 ossia un aumento di oltre il 5% del fatturato e il raggiungimento di un utile operativo adjusted in crescita del 25%.

L’utile operativo adjusted (ebita) è pari a 149 milioni di euro, in calo del 29,9% rispetto al primo trimestre del 2016.

Arnaud de Puyfontaine, ceo di Vivendi (foto Olycom)

Al 31 marzo 2017 la posizione netta della tesoreria di Vivendi si attesta a 473 milioni di euro contro 1,068 mld di euro al 31 dicembre 2016. Questa evoluzione, precisa il gruppo, “prende in considerazione in particolare i 203 mln del piano buy back”. Al 31 marzo la tesoreria disponibile del gruppo ammonta a 4,016 mld di euro contro 5,07 mld al 31 dicembre 2016. Inoltre Vivendi dispone di una linea di credito di 2 mld di euro: al 9 maggio questa linea di credito era disponibile per 1,5 mld di euro.

Vivendi ha registrato nel primo trimestre un utile netto pari a 101 milioni di euro, in calo dell’88,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente mentre l’utile netto adjusted è pari a 155 milioni di euro, in crescita del 57,2%.

“Vivendi è sulla buona strada per raggiungere i suoi obiettivi per il 2017″, ha detto il ceo Arnaud de Puyfontaine commentando, nel corso di una call conference con gli analisti, i risultati del primo trimestre del gruppo. “Quest’anno è stato un anno di crescita per il gruppo in particolare con la forte progressione dei risultati di Universal Music Group e i miglioramenti attesi per Canal +, la pay tv di Vivendi, nella seconda metà dell’anno”, sottolinea de Puyfontaine.

Il Ceo di Vivendi ha ribadito che il gruppo “era un azionista di lungo termine per Telecom Italia” e l’obiettivo è quello “di creare valore per gli azionisti, i dipendenti e gli azionisti”.

Il gruppo Vivendi, aggiunge de Puyfontaine, “è focalizzato a creare valore per gli azionisti e ha un’unica visione ed è quella di creare un gruppo forte che crei contenuti”.

Vivendi ha inoltre presentato un’offerta per acquistare la quota di maggioranza posseduta dal Gruppo Bolloré in Havas. L’offerta della società francese valuta il gruppo pubblicitario a 9,25 euro per azione, vale a dire un premio dell’8,8% rispetto al prezzo di chiusura registrato nella giornata di mercoledì.

Vincent Bolloré possiede circa il 60% di Havas e oltre il 20% di Vivendi tramite il suo gruppo.

Canal+, infine, la pay tv controllata da Vivendi nel primo trimestre ha visto scendere i ricavi del 3,8% a 1.278 milioni di euro. L’utile operativo è stato di 51 milioni di euro contro i 164 milioni del 2016. Il piano di trasformazione delle operazioni di pay-tv in Francia avviato nel 2016 però “sta cominciando a produrre frutti”, sostiene una nota e “i primi effetti positivi delle nuove offerte sono stati osservati a marzo quando, per la prima volta in molti trimestri, il numero di nuove sottoscrizioni di pay-TV ha compensato il numero di cancellazioni, il loro impatto dovrebbe essere tangibile dalla seconda metà del 2017, con un’inversione della tendenza al ribasso osservata dal 2012″.