11 maggio 2017 | 16:31

Nessun licenziamento a Telecity, Telestar e Italia 8. Accordo raggiunto

“Contratto di Solidarietà elevato alle massime percentuali di legge, chiusura di sedi e trasferimenti interregionali, opzione Part Time, licenziamenti solo senza opposizione fino al 31 dicembre. Si chiude con queste misure draconiane, ma alternative ai 69 licenziamenti dichiarati lo scorso 15 febbraio, dopo il pronunciamento favorevole dei lavoratori sul Contratto di Solidarietà di oggi e dopo l’accordo di ieri al Ministero del Lavoro, la vertenza di Telecity, storico circuito di 5 emittenti presenti in Liguria, Lombardia e Piemonte legato al marchio 7 Gold.” Lo annuncia una nota di Slc Cgil nazionale.

“I sacrifici cui saranno costretti i lavoratori per salvare il lavoro saranno vani se entro fine anno l’azienda non fosse in grado di elaborare un piano di rilancio credibile dal punto di vista industriale ed editoriale che ad oggi ancora non c’è.”

“Trattandosi di un importante gruppo che riceve contributi pubblici per il servizio di pubblico interesse (le provvidenze della legge sull’editoria) e che utilizza infrastrutture pubbliche (le frequenze), stupiscono il totale disinteresse sulla vicenda da parte delle istituzioni pubbliche a livello centrale e l’insufficiente intervento delle istituzioni a livello locale che pure in qualche caso – Prefettura di Alessandria, Regione Lombardia e Regione Piemonte – hanno cercato di svolgere un ruolo attivo, ma con risorse esigue e di non immediata disponibilità – prosegue la nota.

“Per rimettere in equilibrio l’azienda la proprietà potrà contare sulla collaborazione del sindacato se si impegnerà a fondo per definire un progetto strategico adeguato al contesto non certo favorevole a causa anche della mancata riforma del settore.”

“Tra nuove risorse pubbliche promesse da anni ma che non arrivano mai e vecchie risorse già stanziate e mai erogate dal 2015 – conce Slc Cgil – oltre alla drastica riduzione dei ricavi da pubblicità, infatti, l’intero settore rischia di fare la fine della rana bollita che, nel noto apologo di Noam Chomsky, finisce per morire lessa senza accorgersi che un poco alla volta la temperatura sale fino al punto di ebollizione.”