12 maggio 2017 | 11:39

Il Cdr del Tg5 ribadisce “netta e ferma opposizione” ad un trasferimento della redazione da Roma a Milano: strategia a noi incomprensibile, al Palatino livelli elevati di produttività. L’azienda ci spieghi quali risparmi si produrrebbero

Il Cdr del Tg5 insoddisfatto dalla risposta di Mediaset ai quesiti sollevati in merito alle voci di un possibile spostamento a Milano delle redazioni romane. Ipotesi contro la quale, peraltro, ribadisce “netta e ferma opposizione” così come anche ad un eventuale “ridimensionamento della testata”.

In particolare, il Cdr, comunque convinto che al Palatino si abbiano “livelli elevati di produttività”, vorrebbe sapere “quali sarebbero nello specifico i risparmi prodotti dall’eventuale trasferimento del Tg5 a Milano”, visto che nel comunicato di Mediaset si legge che sono allo “studio numerose iniziative di ottimizzazione – anche relative all’area news – finalizzate a garantire un importante recupero di marginalità entro il 2020″.

Il Cdr in merito fa notare che “solo lo scorso 1. marzo – nell’incontro in cui ci avete illustrato le linee guida presentate agli investitori finanziari – non era stata manifestata grande preoccupazione per l’obiettivo di 123 mln di miglioramento dell’Ebit in tre anni attraverso la riorganizzazione del gruppo e risparmi relativi non solo all’area news, ma a tutte le aree produttive”.

In secondo luogo, il Cdr vorrebbe sapere  ”in quale direzione” l’azienda abbia fatto “passi avanti”, come sostiene nel comunicato, e “in quale direzione questi passi siano stati compiuti visto che in gioco, oltre ai numeri di bilancio di un’ importante società e le migliori opportunità da cogliere, ci sono anche il lavoro, la vita e le famiglie dei giornalisti e di tutti i collaboratori”.

 Il Cdr vuole risposte anche in merito alle indiscrezioni di stampa su “cantieri aperti con pavimenti, mattonelle e ristrutturazione di bagni” ed “eventuali lavori di ristrutturazione nella palazzina di Cologno che secondo quanto riportato da ‘Italia Oggi’ avrebbero lo scopo di fare spazio al Tg5″.

“Non vogliamo pensare – conclude il Cdr – che non ci sia la volontà di uscire allo scoperto e chiarire quali siano i progetti dell’azienda, perché allora dovremmo anche ipotizzare che, per qualche ragione, non ci si preoccupi di garantire alle persone, ai collaboratori, una condizione serena e sicura per affrontare cambiamenti radicali, complessi e dolorosi che potrebbero investire il loro lavoro già nelle prossime settimane”.

“Quella dello svuotamento e del trasferimento del Tg5 a Milano sarebbe”, secondo il Cdr del Tg5, “un passo di una strategia a noi incomprensibile. Una mossa, a nostro avviso, illogica e avventata, in grado di mettere in discussione la capacità editoriale del Tg5 che resta – lo diciamo con orgoglio e senza presunzione – un prodotto di grande successo nel campo delle news di Mediaset e in Italia. Un brand credibile, capace di resistere a tutte le crisi, a tutte le prove, a tutti gli stress politici elettorali. Noi siamo pienamente convinti che sarebbe saggio, tra i molti progetti allo studio, rinunciare al progetto di trasferimento del Tg5 dalla sua sede”.

La redazione, dice il Cdr, “è unita e pronta ad assumere tutte le iniziative che si renderanno necessarie per salvaguardare la storia e il futuro del Tg5, il lavoro dei suoi giornalisti e dei colleghi tutti”.