12 maggio 2017 | 15:53

Telecity: accordo siglato tra i lavoratori e l’azienda

E’ arrivata a conclusione la vertenza che contrapponeva i lavoratori dell’Emittente Telecity, Telestar e Italia 8. Nello scorso febbraio, l’azienda aveva comunicato infatti la propria intenzione di chiudere le sedi dello storico circuito di 5 emittenti presenti in Liguria, Lombardia e Piemonte legato al marchio 7 Gold e di licenziare i 69 dipendenti che ne avevano garantito l’esistenza, a causa di serissimi problemi di risorse economiche e mancanza di sostegno da parte delle istituzioni.

L’azienda, dopo avere comunicato l’intenzione di aprire un dialogo fra le parti e di convenire misure accettabili per ridurre al minimo l’impatto sociale dei licenziamenti, aveva dato disponibilità a trattative collettive che contemplassero la presenza del sindacato locale e nazionale.

Negli ultimi giorni dunque, prima il pronunciamento favorevole dei lavoratori sul Contratto di Solidarietà e in seguito l’incontro al Ministero del lavoro, hanno portato ad una decisione condivisa: il contratto di solidarietà sarà applicato alle massime percentuali possibili, quanti vorranno passare da un tempo di lavoro pieno a un tempo part time potranno farlo accettando la riduzione di compenso, i licenziamenti saranno applicati se accettati senza opposizione, le sedi verranno chiuse, concentrando tutto il lavoro sulla sede principale, di Castelletto d’Orba e ad Assago.

La sostanza è simile, ma i provvedimenti accettati da entrambe le parti servono a stemperare la durezza della chiusura annunciata lo scorso 15 febbraio.

Soddisfatta la CGIL (Slc) che ,in un comunicato diffuso spiega di ritenere che “I sacrifici cui saranno costretti i lavoratori per salvare il lavoro saranno vani se entro fine anno l’azienda non fosse in grado di elaborare un piano di rilancio credibile dal punto di vista industriale ed editoriale che ad oggi ancora non c’è, e aggiunge “Trattandosi di un importante gruppo che riceve contributi pubblici per il servizio di pubblico interesse (le provvidenze della legge sull’editoria) e che utilizza infrastrutture pubbliche (le frequenze), stupiscono il totale disinteresse sulla vicenda da parte delle istituzioni pubbliche a livello centrale e l’insufficiente intervento delle istituzioni a livello locale che pure in qualche caso – Prefettura di Alessandria, Regione Lombardia e Regione Piemonte – hanno cercato di svolgere un ruolo attivo, ma con risorse esigue e di non immediata disponibilità”.

“Un accordo difficile – dice da Torino Stefano Tallia, Segretario del sindacato subalpino- “e rimane comunque grave il fatto che un’ emittente storica come Telecity riduca drasticamente la propria presenza e dimezzi il personale . E’ lo specchio di una crisi di settore che ci auguriamo trovi risposte da nuove leggi di sistema. L’attenzione del sindacato piemontese su questa situazione resta alta: si attende ora che l’Emittente presenti un piano editoriale serio sul quale costruire un rilancio”.

“Non ci siamo dilungati sul piano editoriale in sede di discussione – ha detto Andrea Pesce, portavoce della proprietà e tra coloro che hanno seguito la trattativa sin dall’inizio- perché l’argomento è tale da meritare un tempo di analisi e di approfondimento diversi. Abbiamo intenzione di presentare un piano editoriale che modernizzi l’Emittente implementando la parte internet, integrandola alla parte tv. Pensiamo a un prodotto editoriale più moderno capace di fondere internet e tv. Per farlo, anche se sappiamo qual è l’obiettivo, serve un’analisi approfondita e completa”.