15 maggio 2017 | 18:20

Sciopero a oltranza all’Unità. Il Cdr: la dignità e i diritti dei giornalisti non hanno prezzo. Fnsi e Stampa Romana: pieno sostegno all’azione legale contro l’editore per comportamento antisindacale

I giornalisti de l’Unità, con il sostegno di Federazione nazionale della stampa italiana e Associazione Stampa Romana ricorreranno in tribunale contro l’editore per comportamento antisindacale e accompagneranno l’azione legale con lo sciopero ad oltranza a partire da domani, martedì 16 maggio. Lo ha annunciato il Comitato di redazione del quotidiano fondato da Antonio Gramsci, nel corso della conferenza stampa che si è svolta oggi nella sede della Fnsi.

“Da domani i giornalisti dell’Unità saranno in sciopero ad oltranza – ha detto Umberto De Giovannangeli, membro del cdr - una cosa che non ha precedenti nella nostra storia. Nel momento in cui ci troviamo uno sciopero pesa su di noi in maniera incredibile ma la dignità e i diritti non hanno prezzo”.

“Quello che sta accadendo all’Unità non ha niente a che vedere con logiche aziendali o una dialettica sindacale, si è andati oltre – ha spiegato Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi -. Di fronte ad una richiesta del cdr riguardo i tempi di pagamento degli stipendi la risposta dell’editore è stata che sarebbero stati pagati dopo che ‘direte ai colleghi di ritirare le azioni di pignoramento’. Si vuole imporre alla rappresentanza sindacale dei giornalisti di fare pressione su chi legittimamente si è rivolto alla magistratura per tutelare i propri diritti. Per questo abbiamo dato mandato ai nostri legali per avviare un’azione legale per comportamento antisindacale. Riteniamo ci siano i margini per intervenire”.

(Foto: Fnsi.it)

Lo stipendio di aprile dei giornalisti dell’Unita’? 88 euro, in qualche caso 93 euro… E’ questa la cifra che i redattori del quotidiano fondato da Antonio Gramsci si sono ritrovati alla fine del cedolino, andando a verificare il proprio estratto conto. Il dato e’ stato reso pubblico oggi dal Cdr della testata, nel corso della conferenza stampa.

Critiche per il suo silenzio sono state rivolte al Pd, che – riferisce il Cdr – attraverso la Eyu ha una quota della società editrice. Il Cdr denuncia che nel chiedere spiegazioni all’azienda su quel singolare cedolino di fine aprile per i dipendenti del giornale, si è sentito rispondere di fare in modo che ex dipendenti ritirassero le istanze di pignoramento fatte per ottenere realmente le spettanze riconosciute loro dal giudice cui si erano rivolti in precedenza con causa di lavoro. Una richiesta definita inaccettabile da parte del sindacato e respinta al mittente.

a Fnsi e l’associazione stampa romana parlano di superamento di ogni misura e che “mai è accaduto prima d’ora che un organo sindacale venga chiamato a trasformarsi in organo di pressione”.

Il Cdr dice di aver più volte sollecitato il versamento delle dovute competenze mensili, la risposta dell’azienda sono state “tre e-mail senza testo, bianche”.

Per la componente sindacale interna quello messo in atto dall’azienda è un ricatto, “pretende che il sindacato chieda ad ex lavoratori dell’Unita’ di rinunciare a diritti sanciti dal giudice”.