17 maggio 2017 | 17:00

Audizione in commissione di Vigilanza per i vertici di Rai Way. Tra i temi affrontati anche la diffusione del segnale nel Paese e i conti della società

Dalla diffusione del segnale tv in tutto il Paese, ai conti di Rai Way. Questi alcuni dei temi affrontati da Raffaele Agrusti e Aldo Mancino, rispettivamente presidente e amministratore delegato della società delle torri controllata da Viale Mazzini, nel corso dell’audizione svoltasi in commissione di Vigilanza. “Rai Way ha il compito di assicurare il segnale in tutto il territorio nazionale ed ha la capacità di raggiungere non solo il territorio, ma tutta la popolazione”, ha spiegato Agrusti, sottolineando che le aree oggi non raggiunte dal segnale lo saranno grazie alle tecnologie di cui dispone l’azienda e questo è particolarmente importante “anche alla luce delle nuove modalità di riscossione del canone che hanno aumentato il numero degli abbonati Rai portandolo a quasi 22 milioni di famiglie italiane”.

“Molte sono le sfide che ci aspettano nei prossimi anni. In particolare la nuova Convenzione, riferendosi per la prima volta esplicitamente a Rai Way, attribuisce alla nostra società un ruolo determinante quale veicolo e motore della sperimentazione tecnologica e nell’uso delle nuove tecnologie nel Gruppo Rai. E questo non può che farci molto piacere”, ha spiegato poi l’ad Mancino. Il manager ha ricordato che Rai Way deve “garantire la diffusione dell’offerta di pubblico servizio, assicurando la ricevibilità gratuita del segnale al 100% della popolazione” e favorendo la distribuzione integrata dei contenuti della Rai, in linea con il processo di transizione verso la media company. Inoltre – ha rilevato  - “la Convezione apre alla possibilità di realizzare impianti comuni con altri operatori, rendendo quindi percorribile un percorso di razionalizzazione complessiva della distribuzione e di condivisione delle infrastrutture per il broadcasting” e “riserva a Rai capacità trasmissiva e non il diritto d’uso esclusivo di frequenze che potrebbero anche essere assegnate all’operatore di rete secondo un percorso ancora tutto da delineare. In questo contesto assume particolare rilevanza il contratto di servizio nel quale saranno declinati gli impegni della Rai in relazione ai vari punti nei quali e coinvolta anche Rai Way”.

In sostanza, Mancino ha spiegato che Rai Way si propone “come strumento attuativo degli obiettivi strategici di sistema affidati nel settore tecnologico al servizio pubblico” e “come soggetto attivo sul mercato per valorizzare i propri asset, cogliendo le grandi opportunità che le discontinuità tecnologiche dei prossimi anni offrono”.

“Come Rai Way siamo pronti e felici di estendere la copertura, ma le scelte dovranno essere fatte dalla capogruppo, nel solco di un mix tra estensioni di reti terrestri e piattaforma Tivùsat che ha già raggiunto 3 milioni di utenti”, ha detto ancora, secondo quanto sintetizza l’agenzia Ansa. “La copertura del nostro Mux 1 (Rai1, Rai2, Rai3, Rainews) supera il 99% della popolazione italiana – ha ricordato Mancino -. Il Mux 2 ha una copertura che eccede il 92%, che è la stessa del Mux 3. Il Mux4 è intorno al 91%, il Mux 5 è limitato ad alcune aree del Paese”. Il manager ha ricordato che “gran parte delle segnalazioni degli utenti riguardano l’offerta specializzata di Rai” e che “il precedente contratto di servizio prevedeva una copertura differenziata” per i diversi canali. “Tutte le reti – ha sottolineato – eccedono gli obblighi di copertura a livello nazionale”.

“Allo stato non c’è nessuna previsione di una dismissione della quota di Rai Way” detenuta dalla tv pubblica, che per legge non può essere inferiore al 51%, ha aggiunto poi Agrusti, precisando che, “ammesso e non concesso che si arrivi a una dismissione”, si tratterebbe comunque “di proventi straordinari impiegabili sono a fronte di investimenti straordinari”. “Solo in assenza di risorse – ha sottolineato -, il ministero potrebbe decidere una dismissione parziale”. Quanto alla quotazione in Borsa, realizzata nel 2014, Agrusti ha sottolineato che “la quotazione crea una tensione diversa nelle aziende”. “L’utile, dal momento della quotazione, è aumentato del 30% e la capitalizzazione del 60% – ha affermato -. Chi ha pensato l’operazione, lo ha fatto nell’interesse dell’azionista. E’ un’operazione sul piano finanziario riuscita perfettamente, perché il valore ceduto è stato stato recuperato. Questo non in termini di percentuale, ma appunto di valore”. Agrusti ha aggiunto che “i tassi bassi per compagnie come la nostra sono positivi, perché rendono la società molto attrattiva”.

“Oggi la situazione finanziaria netta della Rai è migliorata di 50 milioni di euro. Siamo intorno ai 300-350 milioni di debito e ciò è stato possibile anche grazie all’extragettito di 270 milioni di euro derivato dal canone che abbiamo utilizzato in parte per i diritti sportivi e in parte per rafforzare la società e ridurre il debito”. Lo ha detto il presidente di Rai Way, Raffaele Agrusti, rispondendo alle domande dei parlamentari in Commissione di Vigilanza. Agrusti, che è anche chief financial officer, ha aggiunto che “è stata svolta una ricognizione della situazione patrimoniale di Rai e sono stati accantonati dei fondi per far fronte a esigenze future. Una quota parte del canone – ha proseguito – lo abbiamo considerato straordinario, perché già quest’anno l’introito sarà decisamente inferiore”.