18 maggio 2017 | 15:54

Il cardinale Bagnasco ai giornalisti in occasione del saluto al termine di un decennio di presidenza della Cei: vi sono vicino nelle difficoltà. Sui media certe tematiche non emergono

“Vi sono vicino nelle difficoltà che incontrate, soprattutto per la precarietà, in alcuni casi, del vostro rapporto di lavoro”. Così il cardinale Angelo Bagnasco ai giornalisti in occasione dell’incontro di saluto per la conclusione del suo decennio di presidenza alla Cei, editore peraltro del quotidiano ‘Avvenire’, di Tv2000 e Agensir.

Angelo Bagnasco (Foto: Olycom)

“Le incertezze – ha detto Bagnasco – hanno toccato anche il vostro ambito. Più di una volta alcuni di voi mi hanno confidato le preoccupazioni molto serie che avevano, chiedendo un mio intervento per stabilizzare o sanare la loro situazione lavorativa di forte precarietà. Vi confermo oggi il mio apprezzamento e la vicinanza di tutti i nostri pastori e vescovi”.

“In questi 10 anni e un po’ di mesi – ha ricordato Bagnasco – ho visto che ciascuno di voi ha cercato di seguire il lavoro di noi vescovi italiani come meglio ha potuto, anche se a volte non era facile, anche per le difficolta’ che avete nei rapporti di lavoro”.

Bagnasco – che esauriti due mandati si appresta a lasciare questo incarico dopo una breve prororga necessaria ad arrivare all’elezione della terna per i suoi successori, prevista per martedì prossimo 23 aprile – ha raccontato anche un aneddotto sulla rinuncia di Benedetto XVI: “noi cardinali ci siamo guardati in faccia: tutti abbiamo pensato di non aver capito il latino. E tutti abbiamo fatto quel pensiero. Non conoscevamo il latino bene come la giornalista (la vaticanista Giovanna Chirri, ndr) che per prima capì che il Papa si era dimesso, e diede la notizia a tutti quanti”.

Il cardinale ha anche rivendicato la sua sintonia con Papa Francesco che alcuni giornalisti non colgono. Ad esempio sui temi etici, ha spiegato, “nell’ultima prolusione al Consiglio Episcopale Permanente ho fatto mie affermazioni, quelle di sempre, sulle tematiche umanistiche. E noi vescovi eravamo tutti d’accordo. E se leggiamo i documenti del Santo Padre troviamo che nè più nè meno dice le stesse cose”. Ma “sui media certe tematiche che il Papa tratta non emergono”.

“E proprio nalle Laudato sì il Papa scrive che a questo proposito forse c’è stato un eccesso di modernità”, ha aggiunto. “Infatti anche un valore buono è pericoloso quando diventa eccessivo. Ma su questo la stampa ha taciuto, mentre c’erano grandi fanfare sulle altre affermazioni”.