22 maggio 2017 | 13:27

Affrontare il caso Regeni con un documentario di ‘Repubblica’ un’umiliazione per la Rai, scrive Anzaldi. La scelta di spostare #cartabianca al giovedì un autogol per l’informazione del servizio pubblica, che danneggia ‘Nemo’

“Se ce ne fosse ancora bisogno, ecco l’ennesimo esempio di sciatteria e mala gestione di questi vertici Rai sul tema dell’informazione, che dovrebbe rappresentare invece la priorità numero uno del servizio pubblico: probabilmente per evitare che domani sera rischi di battere ogni record negativo di ascolti di Politics, vista la sovrapposizione con lo speciale Falcone e Borsellino di Rai1, Cartabianca su Rai3 viene spostata al giovedì sera e andrà a contendere ascolti all’altra prima serata Rai di informazione, Nemo su Rai2 che gia’ deve vedersela con Piazza Pulita su La7. Un vero e proprio autogol, visto che Nemo, a differenza di Cartabianca, ha avuto un trend positivo di ascolti nelle ultime settimane, passando dal 3 al 5%”. E’ quanto scrive su Facebook il deputato Pd Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza Rai.

Michele Anzaldi (foto Primaonline)

Michele Anzaldi (foto Primaonline)

“Possibile che nessuno in Rai abbia nulla da dire su questo? Il direttore di Rai2 e i consiglieri non hanno nulla da dire? In che modo vengono impiegate le risorse del canone pagato dai cittadini? Una trasmissione come Nemo ha iniziato a funzionare, in termini di ascolto, e viene messa in concorrenza con un’altra trasmissione di informazione Rai?”, ha commentato ancora Anzaldi, citando i dati registrati dalla trasmissione condotta da Bianca Berlinguer, passata in tre mesi “dal 5,4% di share della prima puntata a una media del 3% nelle ultime puntate, con un picco negativo del 2,9% del 2 maggio”.

Lo spostamento della trasmissione non è l’unico elemento sul quale punta il dito Anzaldi. “E’ stupefacente che per trattare una questione di grande rilievo e delicata come il caso Regeni, la Rai decida di mandare in onda un documentario realizzato da un’altra testata e già visto sulla rete”, ha spiegato il deputato. “La Rai, che dispone di oltre mille giornalisti ed e’ una delle pochissime testate italiane a poter contare su un corrispondente al Cairo, affronta il caso Regeni dando spazio a un prodotto già visto di Repubblica: una dichiarazione di resa del servizio pubblico, un’umiliazione per le professionalità Rai”.

“Quella che la Rai sta pubblicizzando come una grande operazione, spostare Cartabianca e lasciare il martedì a Fazio, appare in realtà un doppio autogol che mostra ancora una volta come sull’informazione non c’è alcuna gestione da parte di questi vertici”. “Non a caso, ha concluso, “dopo due anni dall’insediamento non è ancora stato presentato alcun piano informazione, alcuna proposta editoriale complessiva”.