22 maggio 2017 | 18:08

Il 26 maggio sciopero dei giornalisti del Tg5 contro le voci di trasferimento delle redazioni da Roma a Milano. Il Cdr: lo spostamento un ridimensionamento. Rischio omologazione e appiattimento dell’offerta del gruppo

Il Cdr del Tg5 prende posizione contro le voci sempre più insistenti relative a un trasferimento delle redazioni romane a Milano e annuncia uno sciopero di 24 ore per il prossimo 26 maggio. Nel comunicato i giornalisti elencano i motivi del loro no a questa ipotesi, giudicata un ridimensionamento del ruolo assunto dalla testata nei suoi 25 anni di storia senza dimenticare  le ripercussioni che una scelta di questo tipo avrebbe anche sulla città di Roma che, scrivono, “rischia di trasformarsi in breve da viva capitale europea a museo a cielo aperto, sempre più agonizzante tra emergenze e abbandono”.

Ecco il testo dei giornalisti della testa Mediaset:

Il Cdr del TG5 comunica quanto segue:
Davanti al silenzio dell’azienda seguito alla nostra lettera comunicato, in data 11 maggio, e dunque in assenza di chiarimenti adeguati sull’ipotesi del trasferimento del Tg5 da Roma a Milano Cologno Monzese, ipotesi sulla quale continuano a circolare pressanti voci e indiscrezioni di stampa, mai smentite con fermezza, ripetiamo il nostro NO al progetto perché comporterebbe:
- un ridimensionamento del ruolo del Tg5, da 25 anni testata di successo grazie alla sua autorevolezza, professionalità, autonomia, credibilità. Storia e futuro del Tg5 sono da difendere!
- il grave rischio di omologazione e appiattimento dell’offerta giornalistica di Mediaset, nella prospettiva finale di una redazione unica, che tradirebbe la necessaria ricchezza di voci e pluralismo da sempre motivo di vanto dell’Editore soprattutto in riferimento a quella che è da sempre la testata a più spiccata vocazione “ecumenica”.
- un ridimensionamento del ruolo di Mediaset nella Capitale d’Italia. Una scelta per noi incomprensibile essendo Mediaset un’azienda che lavora in regime di concessione pubblica e che ha costruito il proprio successo in questi anni con una forte presenza a Milano e a Roma.
- disagi per centinaia di dipendenti giornalisti impiegati tecnici e operai – costretti ad un trasferimento che per molti rischia di trasformarsi nella perdita del posto di lavoro.
- gravi contraccolpi economici per il vasto indotto che ruota attorno a Mediaset Roma.
- un pesante danno per l’economia del territorio, già provata da anni di crisi e aggravata della scelta di alcune imprese editoriali di abbandonare Roma e dalla profonde difficoltà che riguardano grandi aziende (Alitalia) e tante medie e piccole aziende nel settore dei servizi.
- un crescente depauperamento culturale della città, che rischia di trasformarsi in breve da viva capitale europea a museo a cielo aperto, sempre più agonizzante tra emergenze e abbandono.

Per tutte queste ragioni, invitiamo ancora una volta l’azienda a rinunciare al progetto e intendiamo, con un’azione forte e senza precedenti nella storia del Tg5, richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni del Paese.

Il Cdr del Tg5 proclama un giornata di sciopero per il 26 maggio prossimo, la prima del pacchetto di tre giorni approvato dall’assemblea della redazione del Tg5.
L’astensione avrà durata di 24 ore e interesserà tutte le edizioni del telegiornale.
Previste tre finestre informative della durata di 5 minuti ciascuna alle 8:00, alle 13:00 e alle 20:00.
Il Cdr del TG5