22 maggio 2017 | 18:00

La second hand economy vale un punto di Pil ed è un business verde che aiuta a migliorare l’ambiente. “I ricavi di Subito crescono del 30% l’anno ed è boom degli shop online delle aziende”, dice il ceo italiano Melany Libraro

Roberto Borghi – L’economia del riuso è un business etico. “Allungare la vita agli oggetti contribuisce a migliorare l’ambiente, a non inquinare evitando nuove produzioni”, dice Melany Libraro, ceo italiano di Subito che ricorda come la second hand economy in Italia valga 19 miliardi di euro, un punto percentuale di Pil.

Melany Libraro

Melany Libraro

In particolare la Second Hand Economy online vale 7,1 miliardi di euro (+300 milioni rispetto al 2015) trainata dalla categoria Motori (5 miliardi di euro), e seguita da Per la casa e la Persona (984 milioni), Elettronica (647 milioni) e Sport & Hobby (465 milioni). Il 15% della popolazione italiana acquista o vende online, attività che consente a ogni cittadino di guadagnare (o risparmiare) in media €900 all’anno. Il web viene scelto perché è il canale più veloce (66% – in crescita del 6% rispetto al 2015): internet ha infatti reso la Second Hand Economy più accessibile e ampia (68%), offrendo la possibilità di trovare facilmente ciò che si cerca (58%) e di fare buoni affari (50%).

La presentazione dei benefici per l’ambiente ottenuti grazie alla compravendita di oggetti usati, è stata l’occasione per fare il punto sui piani di sviluppo di Subito, che fa capo a Schibsted Media Group, leader nel classified in Italia con più di 8 milioni di utenti attivi e sei milioni di oggetti in vendita. Libraro gestisce una realtà solida che fattura 35 milioni di euro e cresce il 30% di anno in anno (nel 2015 le revenue erano 24.7 milioni). Un giro d’affari realizzato attraverso tre linee di business: la pubblicità (40%), i servizi dedicati ai professionisti chiamati ‘Subito Impresa +’ (30%) e le opzioni per migliorare la visibilità degli annunci (30%). “Quest’anno c’è stata una crescita sorprendente dei servizi dedicati ai professionisti, un autentico boom degli shop dedicati alle aziende che attraverso Subito si garantiscono preziosissimi lead”, dice Libraro.

Rispetto agli altri Paesi dove Schibsted è attiva (per politica è presente esclusivamente laddove può assicurarsi la prima o la seconda posizione sul mercato) l’Italia è seconda come numero di utenti ma sesta come ricavi. Riallineare queste posizioni è una delle sfide maggiori di Melany Libraro. “Rispetto alla Francia che è il Paese dove fatturiamo di più, 200 milioni di euro, il nostro Paese ha un gap culturale che ci impedisce, ad esempio, di mettere in vendita anche oggetti minori o di uso quotidiano che preferiamo buttare, di accessibilità alla banda larga e di verticalità dei mercati”.

Il risparmio energetico ottenuto grazie alla Second Hand Economy

Ogni giorno milioni di persone in 8 Paesi* in cui opera Schibsted Media Group comprano e vendono oggetti di seconda mano contribuendo al risparmio di ben 16,3 milioni di tonnellate di CO2, di cui 6,1 milioni di tonnellate solo in Italia grazie agli oltre 8 milioni di utenti unici mensili** che utilizzano Subito, azienda n. 1 per vendere e comprare con oltre. Fare Second Hand Economy, un’economia che nel nostro Paese vale 19 miliardi di euro (1,1% PIL)***, oltre a concludere buoni affari, vuol dire compiere un gesto di responsabilità nei confronti del Pianeta e delle future generazioni. Ogni volta che viene acquistato o venduto usato, infatti, si evita di produrre un oggetto nuovo e quindi di immettere altra CO2 nell’atmosfera. Questa azione sostenibile prende il nome di Second Hand Effect.

Secondo l’Istituto Svedese di Ricerca Ambientale (IVL), nel 2016 gli 8 milioni di utenti di Subito hanno risparmiato 6,1 milioni di tonnellate di CO2 (+77% in più rispetto al 2015), una quantità equivalente a tutto il traffico di Roma per 18 mesi o a quello di Milano per 42 mesi, a 6,4 milioni di voli andata/ritorno Milano-New York o 6 milioni Roma-New York, alla produzione di 101,5 milioni di iPhone 5S o 23 milioni di laptop, di 28 milioni di passeggini o 24 tonnellate di divani, 182,8 milioni di paia di jeans, di 1.000.000 di Volkswagen Golf, di 88,5 milioni di bicicletta, di 9,4 miliardi di tonnellate di pasta o 1,3 miliardi di kg di riso.

La categoria merceologica di Subito che ha permesso il maggior risparmio di anidride carbonica è Motori, categoria che nel 2016 ha interessato il 30% degli annunci pubblicato sulla piattaforma per un equivalente di 4,9 milioni di tonnellate di CO2 risparmiate (+86% rispetto al 2015). Seguono le categorie Per la casa e la persona (842.629, +46% rispetto al 2015), Elettronica (368.585, +45% rispetto al 2015) e Sport e Hobby (59.972, +47% rispetto al 2015).

“Sempre più persone sono oggi consapevoli dei cambiamenti climatici e il rispetto per l’ambiente è un incentivo ad usare Subito. La Second Hand Economy e l’effetto che ha sull’ambiente, il “Second Hand Effect”, stanno diventando un vero e proprio stile di vita, contribuendo in maniera rilevante a salvaguardare il pianeta per le generazioni future”, commenta Melany Libraro, CEO di Subito. “Sia che i nostri utenti siano spinti da ragioni sociali, dal risparmio economico o ancora dalla passione per il vintage, il risultato è ciò che conta: il riutilizzo contribuisce a ridurre l’impatto ambientale dell’anidride carbonica”.

A livello internazionale Schibsted Media Group ha calcolato il risparmio potenziale di emissioni di anidride carbonica derivanti dalla compravendita di beni usati acquistati e venduti, oltre che su Subito, anche su altre 7 piattaforme nei diversi Paesi in cui il gruppo è presente (Leboncoin in Francia, Blocket in Svezia, Finn in Norvegia, Vibbo in Spagna, Tori in Finlandia, Jófogás in Ungheria e Avito in Marocco), per un totale di 16,3 milioni di tonnellate di CO2, ovvero l’equivalente di sei anni a Parigi senza traffico, 1.440 voli intorno al mondo a bordo dell’aereo più grande, le emissioni di 1.8 milioni di Europei o la produzione di 66 milioni di divani.

“Per vincere la sfida del futuro è necessario puntare su una nuova forma di economia, la cosiddetta “economia circolare”, mettendo in atto un modo di produrre e consumare diverso, orientato all’uso efficiente e al risparmio delle risorse del nostro Pianeta” spiega Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia di WWF Italia. “Se apriamo i nostri armadi o guardiamo nelle nostre case, vi sono moltissimi oggetti che non usiamo ma che, anziché essere buttati via, possono avere una seconda vita con la second hand economy. Guardiamo dunque con attenzione e speranza ad esperienze come il Second Hand Effect, incoraggiando le persone a vivere usando al “meglio e per il meglio” le risorse di questo nostro Pianeta”.

LE REGIONI E LE PROVINCE D’ITALIA PIÙ VIRTUOSE

Subito ha calcolato anche in quali regioni e province siano state risparmiate più tonnellate di anidride carbonica, partendo da dove sia stato venduto il maggior numero degli oltre 18 milioni di oggetti usati scambiati nel 2016 in tutta Italia.

Delle 20 regioni italiane, la più virtuosa si è rivelata essere la Lombardia: questa regione ha contribuito con il 16% del totale di CO2 risparmiata in tutta Italia. Anche la Campania si è posizionata ai vertici della classifica nazionale, un secondo posto raggiunto con un minimo scarto (15,1%) in particolare, grazie alla compravendita di veicoli. Segue il Lazio, più distante al terzo posto (10,3%), mentre a chiudere la top 5 della classifica nazionale troviamo il Veneto e il Piemonte, due regioni che hanno risparmiato rispettivamente il 9,2% e il 7,5% di anidride carbonica. Insieme le prime cinque regioni hanno permesso un risparmio del 58,2% (41,5% solo le prime tre) dei 6,1 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

“L’Economia Circolare e le politiche volte a ridurre le emissioni di anidride carbonica sono un punto fondamentale nell’agenda di Regione Lombardia” dichiara Claudia Terzi, Assessore Regionale all’Ambiente, Energia, e Sviluppo Sostenibile della Regione Lombardia. “In particolare, la gestione intelligente dei rifiuti e il riuso degli oggetti è motivo di orgoglio per Regione Lombardia che ad oggi può vantare una percentuale dello 0,7% di rifiuti urbani nelle discariche. L’Assessorato all’Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile crede fermamente nell’importanza del contributo, non solo degli enti, ma di tutti i cittadini per poter raggiungere obiettivi ancora più ambiziosi nel prossimo futuro”.

Per quanto riguarda le province più virtuose, nelle prime posizioni troviamo due capoluoghi in cui i veicoli (auto e moto) sono una componente molto importante della mobilità dei cittadini. Si tratta di Napoli e Roma che, risparmiando rispettivamente il 10,6% e l’8,3% di anidride carbonica, si sono posizionate al primo e al secondo della classifica nazionale. Al terzo posto troviamo Milano con il 5,6% sul totale. Al quarto posto si posiziona il capoluogo della regione Piemonte, i cui cittadini hanno risparmiato quasi il 5% della CO2 evitata a livello nazionale, mentre chiude la top 5 un’altra provincia lombarda, Brescia con il 2,8%.

 

METODOLOGIA

L’Istituto Svedese di Ricerca Ambientale (IVL) ha analizzato il 56% degli annunci presenti su Subito nel 2016 e ha preso in considerazione anche l’impatto ambientale negativo derivante dal trasporto degli oggetti tra venditore e compratore e le informazioni sui consumi generati dalle attività, dagli uffici e dai server di Subito. Il metodo per il calcolo è basato sull’assunzione che ogni prodotto usato venduto sostituisca la produzione di un prodotto equivalente nuovo e la gestione della dismissione del prodotto stesso. Tutti i dati d’impatto ambientale relativi agli annunci e alla gestione aziendale sono stati inseriti nel calcolatore delle emissioni di anidride carbonica creato da IVL, permettendo la quantificazione dei potenziali effetti positivi sull’ambiente.

*Ricerca condotta per i marketplace di Schibsted Media Group in Italia, Spagna, Francia, Svezia, Norvegia, Finlandia, Ungheria, Marocco.
**Fonte dati online: media Audiweb Total Digital Audience 2016
*** Osservatorio 2016 Second Hand Economy condotto da DOXA su un campione rappresentativo della popolazione italiana attraverso 1.001 interviste CATI (Computer Aided Telephone Interviews)