Con la web tax transitoria si recupera almeno 1 miliardo di euro, dice Francesco Boccia. A regime potrebbe valere fino a 4-5 miliardi l’anno

“La norma sulla cosiddetta webtax transitoria approvata in commissione Bilancio è la prima dimostrazione di un’idea diversa anche per il legislatore di funzionamento del capitalismo al tempo dall’economia digitale. È una vittoria della politica, l’impostazione della norma inserita in manovra è stata condivisa in maniera compatta dal Pd e da molti gruppi parlamentari di maggioranza e opposizione”. A il presidente della commissione, Francesco Boccia, intervistato sul tema a Mix24, su Radio 24.

Secondo il parlamentare – che nel suo intervento ha ringraziato anche Guardia di finanza, Procura di Milano e Agenzia delle Entrate per il lavoro svolto – con la web tax transitoria si può incassare “almeno 1 miliardo”. Boccia ha parlato di una base imponibile erosa che “secondo i nostri calcoli ammonta a oltre 30 miliardi” e ha sottolineato come a regime la web tax, se diventasse obbligatoria, “ci darebbe dai 4 ai 5 miliardi l’anno”.

Francesco Boccia (foto Olycom)

“La cooperazione rafforzata con i giganti del web certifica, di fatto, la stabile organizzazione in Italia. Chi sceglie questa strada inizierà a sentirsi italiano a tutti gli effetti, fisco compreso. La norma potrà essere applicata a quelle OTT (Over the Top) che hanno 1 miliardo di fatturato globale e 50 milioni in Italia, e finalmente avremo dati certi sul giro di affari che ogni singola multinazionale ha nel nostro Paese”. Certo, si tratta di “un compromesso” ma, ha concluso, “ora dalla Commissione Ue mi aspetto azioni concrete e non solo diagnosi”.

Sul tema si è espresso anche il ministro Carlo Calenda che interpellato dai giornalisti a riguardo ha detto “Le cose vanno viste nella loro implementazione, ma il principio è molto importante”.

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