23 maggio 2017 | 16:09

Per un utilizzo virtuoso del web meglio puntare sulla formazione che sulla repressione. Il presidente Agcom Cardani: tracciare l’identità degli autori di contenuti online rischia di essere troppo macchinoso oltreché sproporzionato

Macchinoso nonché ‘sproporzionato’. A definire così il controllo preventivo sulla tracciabilità dell’utilizzo delle piattaforme in Internet è il presidente dell’Agcom Angelo Marcello Cardani in audizione al Senato. Intervenendo in commissione Lavori pubblici e comunicazioni sulla delega al Governo per garantire il conseguimento della tracciabilità dell’identità degli autori di contenuti nelle piattaforme di reti social, Cardani ha sottolineato come, oltre che macchinoso, tale metodo “rischia di risultare sproporzionato nei riguardi dei cittadini, senza peraltro fornire adeguate certezze in ordine al conseguimento dei pur virtuosi obiettivi perseguiti”.

Angelo Marcello Cardani (foto Olycom)

Angelo Marcello Cardani, presidente Agcom (foto Olycom)

Inoltre Cardani ha messo l’accento sui problemi di privacy legati al fatto che “molte delle condotte che il ddl intende perseguire sono perpetrate da giovani, in molti casi minorenni”. Di qui l’opportunità di “spostare l’attenzione sugli aspetti legati alla formazione e al corretto sviluppo della personalità, piuttosto che su quelli meramente repressivi”.

Per Cardani ciò che serve è “un corretto bilanciamento tra la necessità di assicurare il più pieno dispiegarsi della libertà di pensiero dei cittadini e il dovere di garantire, al contempo, condizioni di tutela e sicurezza adeguate a tutti coloro che navigano sulla rete”.

Cardani ha infine sottolineato che “al momento non esistono norme che attribuiscano all’Autorità esplicite competenze in materia di tutela dei minori e dei diritti fondamentali della persona su Internet: è per questo che vorrei approfittare della mia presenza in questa sede – ha detto – per sensibilizzare il legislatore affinché valuti tale possibilità”.