23 maggio 2017 | 18:57

Per la Rai serve un progetto speciale, non la navigazione a vista, scrive Giancarlo Leone. Necessaria una revisione del servizio pubblico

“Ci vorrebbe un progetto speciale in due tempi per #RAI e non nomine e navigazione a vista”. Così su Twitter Giancarlo Leone prende posizione sulla crisi della Rai, rilanciando un post pubblicato sul blog di Q10Media, la nuova società da lui fondata che opera nel campo della comunicazione e di cui è amministratore delegato. “Appare sempre più evidente la necessità di una profonda revisione della missione del servizio pubblico radiotelevisivo e multimediale insieme ad un aggiornamento della pur recente ma incompleta legge sulla Rai, che è ancora oggi sostanzialmente ‘controllata’ dal governo”, scrive Leone – che alle spalle ha 33 anni di carriera in Rai, dove è stato tra l’altro ad di Rai Cinema, vicedirettore generale, direttore di Rai1 e oggi presidente Apt.

Giancarlo Leone

Giancarlo Leone

“Se Campo Dall’Orto si dimetterà – argomenta Leone, che nei giorni scorsi si è già chiamato fuori dal toto-dg – il suo successore avrà poco più di un anno di tempo (a fine luglio 2018 scadono i vertici Rai) per gestire una fase inevitabilmente transitoria che coinciderà anche con le elezioni legislative che si terranno in autunno 2017 o nella primavera dell’anno prossimo”.

“Ciò di cui l’intero sistema televisivo e multimediale sente l’esigenza è invece una vera e propria fase rifondativa del servizio pubblico che individui le priorità, un sistema di controllo maggiormente svincolato dalla politica, una nuova ‘mission’ editoriale, la revisione del perimetro dell’offerta aziendale a partire dall’offerta informativa e dal numero di canali generalisti e specializzati, una rinnovata politica di investimenti per il cinema e l’audiovisivo, un modello gestionale più efficace, minori vincoli burocratici, rapporti con artisti e manager sulla base di logiche di mercato e non di penalizzanti vincoli normativi ecc.”.

“Tutto lascia pensare che l’apertura formale della crisi in Rai e le possibili soluzioni di avvicendamento alla Direzione Generale non riusciranno ad incidere sulla necessaria riforma del servizio pubblico e che si dovrà attendere la nuova legislatura ed un nuovo CdA per affrontare in modo esaustivo i temi più rilevanti. Un ulteriore anno di transizione – conclude – rischierebbe di rinviare la necessaria riforma. Probabilmente avrebbe più senso definire fin d’ora la tempistica e le priorità da affrontare con la nuova legislatura ed affidare all’attuale vertice il compito, oltre alla normale amministrazione (che non è poco), di preparare l’impegnativo e fondamentale dossier per la nuova Rai”.