24 maggio 2017 | 14:08

Ricardo Franco Levi indicato dal Consiglio Generale di Aie come candidato alla presidenza dell’Associazione degli editori per il prossimo biennio

Ricardo Franco Levi è stato indicato dal Consiglio Generale di Aie come candidato alla presidenza dell’Associazione Italiana Editori per il prossimo biennio. L’elezione per il rinnovo delle cariche è in programma il 28 giugno a Milano.

Ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria e autore di un disegno di legge di riordino del settore, Ricardo Franco Levi, nato a Montevideo (Uruguay) il 10 aprile 1949, succederebbe così a Federico Motta.

Ricardo Franco Levi

Laureato in Scienze politiche, master in economia e commercio internazionale, fondatore e direttore de ‘l’Indipendente’, Levi è stato portavoce dell’ex presidente del Consiglio Romano Prodi dal 1997 al 1998.

“Mi fa piacere il vasto consenso che questa candidatura ha avuto. Mi sembra figlia del grande lavoro fatto tutti insieme sulla legge sul prezzo del libro che porta il mio nome. Mi sembra un segno, per gli editori e per il libro, nella ricerca di trovare una grande unità che sani le ferite tra Milano e Torino, che non hanno senso di essere”, ha detto Levi all’Ansa.

“Questa è una nomina nel recinto specifico del mondo degli editori che si sono troppo divisi. Bisogna porre il tema del libro e della lettura come decisivo per un Paese che vuole crescere” ha spiegato, aggiungendo: “si riuscirà ad avere con gioia di tutti una bellissima manifestazione a Torino, una bellissima a Milano e tante altre a Bari, a Palermo, in tutta Italia. L’una non può essere vista in concorrenza con l’altra”.

Per ‘Tempo di libri’ “la riflessione sarà sul luogo, le date, la formula, ma partiamo dal presupposto che continuerà ad esserci. Passeremo dall’anno zero all’anno uno. Il Salone del Libro di Torino ha festeggiato i 30 anni ed è gloriosamente confermato. Non si costruisce in un anno una cosa”. La cosa più importante resta il fatto che “la questione del libro e della lettura è un grande tema nazionale. Non lo si può ridurre a un tema che si gioca tra capitali del nord ovest”.