24 maggio 2017 | 18:39

Spero che il piano news vada avanti al di là del voto in Cda, dice Campo Dall’Orto in commissione di Vigilanza. La Rai ha bisogno di ammodernare l’informazione generalista, sviluppandosi sul digitale. Con le risorse in più finanziati il rafforzamento del prodotto e i grandi eventi sportivi

“Se non avessi creduto profondamente nel piano informazione che ho proposto non ci avrei messo tutto il lavoro e l’enfasi che ci ho messo. Credo davvero che lì dentro ci siano i pilastri”, e “proprio per questo credo e spero che, al di là del voto di lunedì in consiglio, al di là di qualunque cosa accadrà, il piano possa essere portato avanti velocemente perché il progetto è pronto. Lo spero per il bene dell’Azienda”. A dirlo il direttore generale della Rai Antonio Campo dall’Orto, nel corso dell’audizione in Commissione di Vigilanza.

“Credo che la Rai per rimanere dominante in senso positivo”, ha evidenziato il manager citando i tre pilastri del suo piano “abbia bisogno di ammodernare la propria informazione generalista, di avere un grande produttore di informazione dal punto di vista quotidiano rappresentato da Newsroom Italia e di riuscire a fare un salto molto in avanti rispetto all’informazione digitale e cioè all’informazione di flusso su Internet”.

“Lunedì in Cda, come è giusto che sia, io ho portato all’attenzione il progetto” messo a punto sull’informazione “per avere un voto e quello che abbiamo portato in consiglio è la votazione rispetto ai fondamentali del progetto ovvero lo schema logico che divide le tre aree con un punto specifico di approvazione immediata del progetto digitale che, tra l’altro nel frattempo, è stato realizzato grazie alla direzione digitale e all’apporto di Milena Gabanelli che è stata chiamata da noi a lavorare per sviluppare proprio questo progetto”. “Il Cda, ha raccontato Campo Dall’Orto, “ha legittimamente detto di no. Nel corso della discussione c’è stata, infatti, una votazione che ha privilegiato il no rispetto al sì. Io ritengo però che il progetto sia molto valido”.

Antonio Campo Dall’Orto (foto Olycom)

“Abbiamo provveduto a richiamare le testate, affinché nell’ambito della propria autonomia editoriale, improntino la programmazione di informazione e approfondimento, come previsto dal contratto di servizio, ai principi di imparzialità, completezza e correttezza nel rispetto della dignità e della privacy delle persone e assicurare comunque un contraddittorio adeguato,  effettivo e leale”, ha spiegato poi il dg, replicando nello specifico al senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri che aveva denunciato uno “sbilanciamento dello spazio soprattutto in voce ma anche in tempo di presenza e tempo di antenna a danno di Forza Italia nei tre telegiornali principali a vantaggio del Pd e del governo”.

Nel corso del suo intervento Campo dall’Orto ha parlato anche dei risultati registrati da ‘Falcone & Borsellino’, la trasmissione che ieri su Rai1 ha ricordato i 25 anni dalla strage di capaci. “La cosa importante è anche come usiamo le risorse. Ieri sera abbiamo fatto una cosa per cui Rai dimostra qual è la Rai che si merita il canone”. “Io credo che la Rai di ieri sera, che tra l’altro su Rai3 faceva anche lo speciale su Manchester, è la Rai per la quale abbiamo combattuto e sulla quale abbiamo messo sforzi”, ha spiegato. “E’ importante che sappiate che quella Rai lì ha bisogno di supporto e risorse perché un evento come quello di ieri sera secondo me fa cultura nel Paese. E’ stata una bellissima pagina di televisione di cui io sono estremamente orgoglioso”.

Restando in tema economico, il direttore generale ha spiegato: “le risorse in più che abbiamo avuto ci hanno consentito di finanziare il rafforzamento del prodotto e gli oneri straordinari relativi ai grandi eventi sportivi”. “Il rafforzamento del prodotto e’ stato finanziato con la pubblicità. Con il canone, invece, e’ stata finanziata una parte degli eventi sportivi (complessivamente 180 milioni) e abbiamo destinato una quota molto importante a una maggiore patrimonializzazione delle societa’ tanto da ridurre il debito”.

“La gestione 2016, nonostante la significativa incidenza del costo dei grandi eventi sportivi (139,6 milioni), fa emergere risultati estremamente positivi rispetto all’esercizio precedente che riportava margini in perdita: il bilancio consolidato del Gruppo evidenzia un risultato operativo positivo pari a 64,3 milioni, in rilevante miglioramento rispetto al 2015 per oltre 76 milioni, e un risultato dell’esercizio pari a 18,1 milioni contro la perdita di 25,6 milioni del 2015″, ha spiegato poi. “Il miglioramento dell’esercizio e’ particolarmente evidente ove lo si confronti con il risultato dell’esercizio 2014, esercizio anch’esso gravato dagli oneri legati ai grandi eventi sportivi”. “Non considerando infatti la plusvalenza straordinaria realizzata da Rai grazie alla cessione del 35% della controllata Rai Way nell’ambito della quotazione per un valore superiore a 220 milioni di Euro e da altre partite una tantum”, ha argomentato, “l’esercizio 2014 avrebbe chiuso in perdita per oltre 200 milioni di Euro. Se non fosse stata realizzata quindi la suddetta plusvalenza, cio’ avrebbe comportato l’obbligo di effettuare un ingente aumento di capitale di Rai”.

“Rispetto al tema del collegio sindacale è stato un punto discusso all’odg del consiglio. Siamo in una fase interlocutoria e non c’era nessun elemento di novità rispetto a quanto emerso già dall’interlocuzione con l’Anac e lo stiamo affrontando in modo sistematico già da tanti mesi”, ha precisato poi in merito alle osservazioni del collegio dei sindaci discusse lunedì scorso in cda.

“Appare evidente come la Rai abbia avuto la massima attenzione nei confronti dei lavoratori autonomi sia adottando azioni unilaterali, come quelle relativamente alle spese di trasferimento e di alloggio, sia con azioni già condivise con il sindacato, come l’iniziativa di reclutamento derivate dagli accordi del luglio 2013 e del dicembre 2014, sia con la nuova disponibilità, già resa al sindacato, a strutturare una nuova iniziativa di reclutamento”, ha detto poi. “Questa è una risposta di apertura che va nell’ottica di avere un rapporto costante e trasparente attraverso delle norme che procedure che possano avere delle graduatorie nelle quali pescare professionalità che poi internalizziamo”.