25 maggio 2017 | 9:48

Trenta agenzie di comunicazione scrivono a Cantone chiedendo di bonificare le gare pubbliche: bandi confusi, normative complesse, operatori che giocano al ribasso e mentitori seriali. Se va avanti così non parteciperemo più

Trenta agenzie di comunicazione hanno scritto al presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone chiedendo di bonificare le gare pubbliche. Quattro i fattori che rendono critica la situazione e inducono “un numero sempre maggiore di aziende a non partecipare più a bandi pubblici per la sfiducia e per la disillusione”. Che in sintesi sono: bandi confusi, normative troppo complesse, operatori che giocano al ribasso e mentitori seriali. Ecco il testo della lettera e i firmatari:

Raffaele Cantone (foto Olycom)

“24 maggio 2017 – Sono già 30 le agenzie di comunicazione, la maggior parte delle quali associate Assocom – PR Hub (e molte altre si aggiungeranno in queste ore) ad aver firmato la lettera al Presidente dell’Autorità anticorruzione, Raffaele Cantone, offrendo la loro collaborazione tecnica per bonificare il settore degli appalti pubblici in materia di comunicazione.

Le aziende firmatarie “individuano almeno 4 fattori che rendono assolutamente critica la situazione e inducono un numero sempre maggiore di aziende a non partecipare più a bandi pubblici per la sfiducia e per la disillusione.

In primo luogo la complessità della normativa sugli appalti che mal si attaglia alla specificità del nostro settore, in cui consulenza e servizi, creatività ed esecuzione si mischiano in un unicum difficilmente scomponibile.

Inoltre, vi è la oggettiva difficoltà per alcuni componenti le stazioni appaltanti di comprendere il nostro mondo e le veloci e radicali trasformazioni che lo stanno attraversando, per cui assistiamo a bandi confusi o assolutamente fuori registro.

A questo va aggiunto il comportamento reiterato di alcuni operatori che fanno del ribasso non un’occasione per mettere in luce la loro capacità organizzativa e industriale ma uno strumento per falsare inequivocabilmente i risultati (abbiamo assistito in questi ultimi mesi a numerosi ribassi di molto superiori al 50% ).

Altri ben individuati operatori, poi, giungono a promettere prestazioni professionali molto superiori a quelle che verosimilmente si potrebbero offrire come corrispettivo del budget messo a gara. Se poi quanto promesso viene effettivamente fornito non ci è dato sapere, anche perché spesso la capacità di valutare gli stati di avanzamento o è scarsa o è resa meno efficace grazie a pressioni e a consuetudini che lei meglio di noi conosce e combatte.

In questo modo ci troviamo ad assistere, senza quasi aver più voglia di reagire, a comportamenti – purtroppo mai sanzionati dalle stazioni appaltanti – che inquinano la gara o agendo sul prezzo eccessivamente ribassato o agendo sulle sproporzionate specifiche tecniche promesse nel progetto presentato.

Il risultato è che in entrambi i casi il corretto esito della gara ne risulti falsato.

Se a questo si aggiunge la pratica delle gare convocate ad horas, le gare bandite durante i periodi di ferie, le gare sottosoglia reiterate per più volte, i contratti quadro che blindano la presenza di un fornitore per anni, senza garantire il giusto e necessario ricambio, il quadro è veramente sconfortante”.

A fronte di questa situazione, le agenzie firmatarie, per il profondo rispetto per le istituzioni e la speranza della loro capacità di cambiare, emendando gli errori degli amministratori e sanzionando i comportamenti scorretti, offrono all’Autorità Garante il loro concreto contributo, “quasi fosse un estremo atto di amore”.

Mettiamo a disposizione – prosegue la lettera – la nostra competenza e la nostra professionalità per valutare non tanto gli esiti di gara, cosa che non ci competerebbe di certo, ma per valutare come il lavoro venga effettivamente svolto dall’aggiudicatario. Per verificare cioè, non in punta di diritto, ma professionalmente e secondo i più affermati standard di valutazione, se ad esempio – a fronte di un ribasso dell’80% – il vincitore abbia effettivamente fornito il servizio e di quale qualità questo sia stato. E se le promesse contenute nel progetto vincitore siano state poi tradotte in azioni concrete e con quali risultati”.

“Noi crediamo – hanno dichiarato Andrea Cornelli e Camillo Ricci, che hanno guidato il gruppo di lavoro sulle gare di Assocom – PR Hub – che la comunicazione pubblica sia uno strumento importante per la crescita della coscienza democratica del nostro Paese. Senza una buona comunicazione pubblica, infatti, viene meno la possibilità dei cittadini di essere informati e di valutare compiutamente le politiche pubbliche ed è la stessa democrazia a indebolirsi. Se poi i budget di comunicazione pubblica vengono assegnati in modo non trasparente ne risente il corretto e libero svolgimento del mercato e con esso la par condicio tra le aziende che ne fanno parte”.

Per questo le agenzie firmatarie hanno chiesto un incontro urgente al Presidente dell’Autorità “per verificare come potrebbe svolgersi l’auspicata collaborazione a supporto della sua indispensabile azione”.

I firmatari:

Aida Partners Ogilvy PR,
ADN Kronos Comunicazione
Babol Communication,
Blu Wom,
BPress,
Cantiere Comunicazione
Catamedia
Competence
DMTC
Echo Comunicazione
EPR Comunicazione
ES Comunicazione
Glebb & Metzger
Havas PR
Hotwire
Ketchum PR
Koinetica
Lewis
Mirandola Comunicazione
Mirò Comunicazione
MN Holding
MyPR
Noesis
Say What?
Sema Comunicazione
Sound PR
Spencer & Lewis
Theoria
The AD Store,
TrueCompany/Chili PR