25 maggio 2017 | 16:34

‘Il Sole’ un patrimonio dell’intero Paese, scrivono i Cdr del Gruppo 24 Ore in una lettera aperta a Confindustria. Serve rimuovere le ‘carenze croniche’ che ci hanno portato a un passo dal baratro

I Cdr del Gruppo 24 Ore hanno indirizzato all’editore Confindustria una lettera aperta nella quale, prendendo spunto dalle considerazioni fatte ieri dal presidente Vincenzo Boccia durante l’assemblea annuale dell’associazione degli industriali sulle condizioni dell’economia italiana, tornano a parlare della delicata situazione in cui versa il quotidiano. “Abbiamo manifestato già ai vertici dell’azienda la risolutezza delle redazioni nel voler uscire da questa difficilissima fase”, scrivono nella loro missiva, auspicando siano “rimosse quelle ‘carenze croniche’ che ci hanno portato a un passo dal baratro”.

Ecco il testo integrale del comunicato, pubblicato sul ‘Sole 24 Ore’ di oggi e sul sito del quotidiano:

Abbiamo ascoltato attentamente le parole pronunciate ieri dal presidente Vincenzo Boccia in occasione della assemblea di Confindustria. Abbiamo ascoltato attentamente perché le indicazioni del nostro azionista di maggioranza, sia pure rivolte ad altri destinatari, esprimono una direzione che condividiamo: «Un patto di scopo per la crescita». Quella crescita che stenta a decollare nel Paese anche per la responsabilità di chi l’ha governato nonostante i molti moniti ricevuti; per quei «20 anni perduti» in scelte sbagliate e ancor di più per mancate scelte.

La redazione del Sole 24 Ore

Considerazioni analoghe potremmo ripetere anche noi, i giornalisti del gruppo Sole 24 Ore, la principale azienda di Confindustria, che da anni, (dall’ormai lontano 2009, data del primo bilancio in rosso) inutilmente abbiamo segnalato, pubblicamente e formalmente, le carenze del management chiedendo all’azionista di prendere in mano la situazione. Un intervento che da settembre, parallelamente alle indagini della magistratura in corso, è diventato ineludibile e ha portato all’annunciata ricapitalizzazione, in vista dell’assemblea del gruppo Sole 24 ore del 28 giugno prossimo.

Una ricapitalizzazione che, l’abbiamo già sottolineato anche pubblicamente, riteniamo insufficiente nelle dimensioni. Ci auguriamo ovviamente di avere torto e abbiamo manifestato già ai vertici dell’azienda la risolutezza delle redazioni nel voler uscire da questa difficilissima fase. Che come auspicato per il Paese, siano rimosse quelle «carenze croniche» che ci hanno portato a un passo dal baratro. E soprattutto speriamo che davvero Confindustria, come annunciato ieri, sia pronta «a fare la sua parte», per un patrimonio, il nostro giornale, che non è solo di chi ne detiene la proprietà ma dell’intero Paese.

Il Cdr del Sole 24 Ore
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