30 maggio 2017 | 18:22

Crescono ricavi da diritti media (+5,7%) e sponsorizzazioni (3,3%) per il calcio italiano. Tutti i dati del Report Calcio 2017. Le note positive vengono soprattutto dalla nazionale

di Quintiliano Giampietro – Il nostro calcio è ancora malato ma rispetto alla passta stagione mostra qualche lieve segno di miglioramento. E’ la diagnosi che si evince dallo studio annuale riguardante lo sport più popolare in Italia, forte di una Fedrazione con 1.353.866 tesserati (1.062.294 calciatori, 24.757 tecnici, 33.674 arbitri e 233.141 dirigenti).

“Un anno fa il calcio aveva bisogno degli antibiotici potenti, oggi ci vuole solo un po’ di aspirina o tachipirina. Cresciamo troppo poco? Ringraziamo Dio che cresciamo”, ha sentenziato il presidente della Figc Carlo Tavecchio. I numeri parlano chiaro. Il valore della produzione aggregato è di 2.858 milioni, con un incremento dell’8,9% rispetto al rapporto pecedente.

La voce più rilevante di questo dato sono i ricavi da diritti media, che passano da 1.091 a 1.153 milioni (+5,7%), anche se l’incidenza sul totale si riduce di 2 punti percentuali. Significativo anche l’aumento degli introiti relativi a sponsor e attività commerciali, 466 milioni contro 409, quelli da stadio 270 milioni (+3.3%), legati alla vendita cresciuti del 7,8%.

Sale il costo della produzione da 3.078 3.143 milioni, soprattutto a causa dell’aumento del costo del lavoro e resta alta la perdita netta aggregata, pari a 372 milioni, anche se si riduce del 31% rispetto alla stagione 2014/2015. L’indebitamento aggregato aumenta fino a 3.504 milioni.

Per quanto riguarda la serie A, il valore della produzione sale da 2.210 a 2.414 milioni (+ 9,2%), l’incremento più consistente dell’ultimo quinquennio. I ricavi da diritti TV sono di 1.119 milioni e rappresentano il 46% del totale. Il risultato netto negativo migliora sensibilmente, 250 milioni contro i 379 della stagioone precedente.

La cura dunque continua ma la strada per la guarigione pare ancora lunga. Così Tavecchio indica tre delle tante medicine necessarie: “applicazione delle regole europee rispettando i parametri degli stadi, degli acquisti e degli stipendi, migliorare l’impiantistica con l’intervento degli enti locali, valorizzazione del settore giovanile”.

Gianluigi Buffon (Foto: Olycom)

Le note positive arrivano come sempre dalla Nazionale. Le cinque gare disputate da Buffon e compagni gli Europei del 2016 hanno portato un’affluenza complessiva negli stadi di 247.564 appassionati e un’audience per partita di 17,6 milioni di telespettatori (share medio del 70,9%).

L’ascolto totale del 2016 generato dalle varie rappresentative azzurre è di 163,2 milioni di telespettatori, di cui il 96% relativi alla Nazionale maggiore. La rassegna continentale che si è svolta in Francia ha inoltre fatto lievitare in modo consistente anche il numero di seguaci, sia italiani che stranieri, sui profili social della Federcalcio, che si è contraddistinta come best practice europea: il numero totale di follower e fan (Facebook, Twitter, YouTube, Instagram e Google+) tra l’inizio e la fine della competizione è aumentato di oltre un milione. L’Italia, finchè è rimasta in corsa, ha accresciuto la propria Community come nessuna delle altre nazionali partecipanti.